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Naspi, ecco perchè non spetta a chi va in pensione

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Anche in caso di licenziamento la Naspi non spetta se si accede alla pensione.

La Naspi è l’indennità riconosciuta ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il posto di lavoro. Non spetta, quindi, in caso di dimissioni volontarie ma solo in caso di licenziamento, scadenza contratto a termine, dimissioni per giusta causa, dimissioni della neo mamma nel primo anno di vita del bambino. Rispondiamo alla domanda di una nostra lettrice che ci scrive:

Buona sera.
Il 18/04 c.a. ho compiuto 67anni e il 30/04 cesserò impiego (terziario privato) a seguito di licenziamento per pensionamento.
Ho esplicitamente richiesto il licenziamento (no dimissioni!) perché pensavo di aver diritto alla Naspi, ma il consulente del mio datore di lavoro dice che così non sarà poiché invero dal 01/05 ho diretto accesso alla pensione di vecchiaia (67 anni età e più di 20anni di contributi).
E’ proprio vero così ovvero ho speranza di poter usufruire del contributo Naspi? (L’idea sarebbe di continuare poi a lavorare..)
Grazie per l’attenzione e per la risposta che mi vorrete fornire.
Cordiali saluti

Naspi e pensione

La Naspi, anche se in corso di fruizione, decade nel momento che il lavoratore disoccupato accede alla pensione. Di fatto, nel suo caso, essendo il licenziamento il 30 aprile e la decorrenza della pensione il 1 maggio, la Naspi proprio non le spetta visto che non rimane “disoccupata”.

Al punto 2.12 della circolare INPS numero 94 del 12 maggio 2015, infatti, è chiaramente dichiarato che la Naspi decade nel momento che il beneficiario matura i requisiti per il pensionamento. Nel suo caso, tra l’altro il lavoro e la pensione sono senza soluzione di continuità. Le confermo, quindi, che non ha diritto all’indennità. Ma può sicuramente riprendere a lavorare dopo la decorrenza del trattamento previdenziale.

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