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Naspi e nuovo lavoro, attenzione alla durata del contratto

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Non sempre un nuovo lavoro porta alla decadenza della Naspi, ci sono anche la sospensione e la riduzione dell’indennità a determinate condizioni.

La Naspi non impedisce al disoccupato di accettare un nuovo lavoro ma pone dei limiti di reddito che ne deriva e di durata del contratto. Esaminiamo la normativa per rispondere alla domanda di un lettore che ci scrive:

Salve,attualmente sono in naspi ed ho ricevuto un’offerta di lavoro di 6 ore settimanali per 9 mesi. Essendo un contratto di lavoro di pochissime ore, il reddito che andrei a percepire è veramente basso quindi il mio interesse per questo lavoro è solo per un arricchimento di esperienze e competenze che potrebbero essermi utili per un futuro lavoro. A questo punto mi chiedo se però, accettando questo lavoretto, avrò ancora diritto a percepire la naspi. Ho iniziato a percepirla da gennaio e quindi ho ancora 16 mesi avanti.
Resto in attesa di vostre comunicazioni in merito.

Naspi e nuovo lavoro

Anche se si trova un nuovo lavoro si può continuare a percepire la Naspi a patto che si mantenga lo “stato di disoccupazione”. Lo stato di disoccupazione viene meno a 6 mesi dalla nuova occupazione. Se, quindi, svolgerà questo nuovo rapporto di lavoro con rapporto di lavoro subordinato e la durata è di 9 mesi dopo 6 mesi la sua Naspi decadrà.

Discorso diverso, invece, è se il rapporto di lavoro è con contratto di collaborazione o con ritenuta d’acconto o, ancora, con lavoro autonomo con o senza partita IVA. In questo caso, indipendentemente dalla durata del lavoro il limite che porta la decadenza della Naspi è solo reddituale. E’ consentito guadagnare solo entro i 4800 euro l’anno. I guadagni, in ogni caso, portano ad una riduzione dell’indennità di disoccupazione pari all’80% di quanto guadagnato.

Le consiglio, quindi, di informarsi bene sulle condizioni contrattuali che le vengono proposte con il nuovo lavoro per valutarne la convenienza o meno.

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