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Naspi e lavoro occasionale: quando viene decurtato l’importo mensile?

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Pensione Quota 100 e Naspi

Attenzione al lavoro occasionale che si presta: in alcuni casi non vi è cumulabilità con la NASPI, cumulabile totalmente solo con la prestazione occasionale.

La Naspi può coesistere ed essere pienamente cumulata con alcune attività lavorative a patto che si rispetti quanto previsto dalla normativa. Ma è essenziale, per poter cumulare la prestazione che l’attività svolta sia una prestazione occasionale e non un lavoro autonomo occasionale. Nel secondo caso, infatti, anche se la Naspi coesiste non è possibile il cumulo e la prestazione viene ridotta dell’80% di quanto percepito.

Facciamo chiarezza rispondendo ad un nostro lettore:

Buonasera,  vi invio questa mail per sottoporre una questione che mi riguarda. Sono precettore della Naspi da più di un anno e non riuscendo a trovare lavoro fisso ho iniziato un lavoro occasionale presso una agenzia immobiliare per reperire persone che vorrebbero vendere od affittare le loro case. Ho percepito con ritenuta d’acconto per lavoro occasionale fino ad ora circa 3800 euro ed ho comunicato all’INPS tale compenso. Mi sono ritrovato con la naspi sospesa perché per l’agenzia dove abito, tra l’altro senza neppure essere avvisato malgrado alla presentazione del compenso percepito mi avevano detto che rientrava nei parametri (€4800 in un anno) per non perdere il diritto alla stessa naspi, mi dice che devono trattenere l’80% dei compensi ricevuti. In ogni articolo che ho letto questo non è  previsto. Cosa posso fare??? Sono separato con 2 figlie e l’affitto da pagare. Posso fare ricorso e come.
Grazie sin d’ora per la vostra eventuale risposta.

Naspi e cumulo con lavoro

A stabilire la piena cumulabolità della Naspi con prestazioni di lavoro occasionali è la circolare INPS numero 174 del novembre 2017. Al punto 2, infatti, detta circolare specifica che “è ammessa la possibilità di acquisire prestazioni di lavoro occasionali, intendendosi per tali le attività lavorative che danno luogo, nel corso di un anno civile per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro.”.

Da specificare che la prestazione occasionale è una tipologia di lavoro sporadica e saltuaria che deve rispettare, tra le altre cose anche limiti economici (5000 euro annui).

Il fattore, quindi, che determina la prestazione occasionale è il suo essere sporadico e saltuario, non abituale e continuativo. Non si tratta, quindi, di lavoro occasionale alternativo all’apertura della partita IVA .

Ma lavori, seppur occasionali, come l’amministratore di condominio o il procacciatore di affari, rientrano nel lavoro occasionale e non nella prestazione occasionale. La cosiddetta prestazione occasionale accessoria, ovvero quella interamente cumulabile con la Naspi, è quella che potrebbe essere retribuita con i voucher INPS o con i buoni lavoro.

Di fatto, quindi, solo la prestazione occasionale (lavoro occasionale accessorio) è pienamente cumulabile con la Naspi. Ed in questo caso, entro i limiti stabiliti dalla normativa è possibile anche cumulare totalmente i compensi con la NASPI.

In tutti gli altri casi, il lavoro occasionale è autonomo, senza committente seppur sporadico e saltuario ma necessita di comunicazione all’INPS e comporta il taglio dell’80% dell’indennità spettante.

Attenersi alla soglia dei 4800 euro permette soltanto di non vedersi revocare la Naspi spettante e di non essere costretti a versare contributi nella Gestione Separata INPS. Ma il taglio nella maggior parte dei casi è previsto.

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