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Naspi e blocco licenziamenti: i chiarimenti dell’INPS in una circolare

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Pensione Quota 100 e Naspi

Chiarimenti INPS sull’accesso alla Naspi durante il periodo in cui è in vigore il divieto di licenziamento per motivi economici.

Con la circolare 180 del 1 dicembre del 2021 l’INPS chiarisce che la deroga al regime ordinario prevista dalla normativa anticovid per accedere alla Naspi termina il 31 dicembre 2021. Cosa comporta questo?

Naspi e licenziamenti

La normativa anticovid ha previsto di riconoscere la Naspi anche qualora il lavoratore accettasse un accordo alla risoluzione consensuale con accordo collettivo aziendale (previsto, appunto, dal DL 104/2020, il decreto Agosto).

La novità era stata introdotta per bilanciare il divieto di licenziamento imposto per motivi economici imposto alle aziende. Ma, proprio per questo motivo, il beneficio di accesso alla Naspi è legato alla durata delle normative che impongono il divieto dei licenziamenti. Per le aziende non rientranti nella CIG il divieto è terminato il 31 ottobre ma per alcuni datori di lavoro è stato prorogato fino al 31 dicembre 2021.

Di fatto, quindi, l’INPS spiega che l’accesso alla Naspi per risoluzione del rapporto di lavoro a seguito di adesione a contratti collettivi aziendali è ammesso:

  • per adesione ad accordi collettivi intervenuti entro il 30 giugno 2021
  • oltre il 30 giugno la Naspi per adesione ad accordi collettivi aziendali è ammessa solo per dipendenti di datore di lavoro per i quali il divieto di licenziamento è ancora in vigore.

In questo secondo caso, in sede di presentazione della domanda Naspi è necessario allegare l’accordo collettivo e la documentazione che attesti l’adesione allo stesso.

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