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Naspi docente precario, conviene non chiederla per non pagare più tasse?

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Non chiedere la Naspi per paura di pagare troppe tasse a causa della doppia CU è una decisione assurda. Ecco cosa fare.

Il discorso del 730 che potrebbe essere a debito in caso di una doppia CU, riferendosi ai docenti precari che ricevono anche la Naspi, genera timori in chi deve richiederla. Al punto che c’è chi pensa sia meglio rinunciare all’indennità di disoccupazione per non rischiare di pagare più tasse. Ma è proprio vero che la Naspi potrebbe essere addirittura “sconveniente” per chi la richiede? In tal senso occorre fare un pò di chiarezza rispondendo ad una nostra lettrice che ci scrive:

Sono una maestra di sostegno scuola infanzia. Il mio contratto decorre da settembre e scade il 30 giugno. Volevo sapere se conviene chiedere la Naspi oppure no. Mi spiego: quando si percepisce la Naspi nella dichiarazione dei redditi scatta un’aliquota e mi chiedevo se forse non richiedendo la Naspi pagherei meno tasse.
Grazie per la disponibilità

Conviene chiedere la Naspi?

Anche se richiedere la Naspi le provocherà una doppia Certificazione Unica, una della scuola e una dell’INPS, e molto probabilmente la porterà a dover pagare un debito sul 730 del prossimo anno (che potrebbe evitare nel modo che le illustrerò di seguito), chiedere la Naspi è sempre conveniente.

Se anche la Naspi portasse allo scatto dell’aliquota Irpef successiva per il superamento dello scaglione di reddito, deve tenere conto che l’aliquota superiore si applica solo sull’eccedenza di reddito che sfora dallo scaglione precedente. E comunque le porterebbe a pagare una percentuale di tassazione su somme percepite e mai e poi le farebbe rimettere le intere somme che riceverebbe di Naspi.

Sulla Naspi pagherebbe l’Irpef, e potrebbe anche essere che le somme percepite la portino allo scaglione di reddito successivo, ma ricordi che le tasse si pagano in percentuale sui redditi percepiti (che sono sempre più alti delle tasse che si versano).

Rinunciare alla Naspi per non rischiare di pagare tasse più alte sembra essere una scelta abbastanza assurda. Per non rischiare di pagare troppo a conguaglio sul prossimo 730, può chiedere alla scuola che le stipulerà il prossimo contratto a settembre di applicare una aliquota Irpef tenendo conto delle somme già percepite sia con la prima parte dell’anno che con la Naspi. In questo modo potrebbe scongiurare un 730 con debito troppo alto il prossimo anno.

E, comunque, non è detto che con la Naspi si passi all’aliquota dello scaglione successivo e se anche fosse si tratterebbe, passando dal primo al secondo scaglione solo del 2% in più e solo sulle cifre eccedenti i 15.000 euro.

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