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Naspi docente con Partita IVA, come si imposta la domanda?

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Come si presenta domanda di Naspi se si è anche titolari di Partita IVA?

Diventa sempre problematico, nelle situazioni che sono un pò fuori dal normale, presentare domanda di Naspi. Come abbiamo scritto in un precedente articolo, infatti, il docente precario può chiedere la Naspi anche se è titolare di Partita IVA, senza bisogno di chiuderla. Rispondiamo ad un nostro lettore che ci chiede:

Buongiorno,
ho letto l’articolo di Orizzonte Scuola “Naspi precari scuola 2022: requisiti, come e quando si presenta la domanda, importo. Le FAQ” 

https://www.orizzontescuola.it/naspi-precari-scuola-2022-tra-vecchie-e-nuove-regole-tutto-quello-che-bisogna-sapere/

All’interno si legge questa domanda e risposta:
“Sono precario con partita IVA mi spetta la naspi?Per aver diritto alla naspi non è necessario chiudere la partita IVA importante è che per tutto il periodo di fruizione dell’indennità di disoccupazione si il limite di €4800 di guadagni dall’attività autonoma per ogni anno.”
Sono un libero professionista e ho la partita iva dal 2019, ma questa risposta rappresenta un novità in quanto mi hanno sempre detto che il limite dei €4800 era riferito all’intero anno intero e non solo al periodo di fruizione dell’identità di disoccupazione. 
Posso chiedere conferma di questa risposta e come impostare la domanda quando chiedono il reddito annuo?
Grazie e buon lavoro

Naspi e partita IVA

Troviamo conferma a quanto abbiamo scritto nel precedente articolo nella circolare INPS numero 94 del 12 maggio 2015.

Al punto 2.10.b della stessa si legge, per quel che riguarda il lavoro autonomo “In caso di svolgimento di attività lavorativa in forma autonoma, di impresa individuale o parasubordinata, dalla quale derivi un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, il soggetto beneficiario deve informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività, o entro un mese dalla domanda di NASpI se l’attività era preesistente, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarre da tale attività.”.

La dichiarazione del reddito presunto può essere resa anche in sede di presentazione della domanda di Naspi. Bisognerà, in questo caso, indicare nel reddito annuo che viene richiesto, quello che si presume di avere nel corso dell’anno solare in cui si presenta domanda. Nel suo caso, quindi, dovrà inserire il reddito presunto per il 2022. Ovviamente se tale reddito supera i 4.800 euro la Naspi non sarà riconosciuta. Nel caso, invece, sia inferiore alla cifra limite questo comporterà una riduzione dell’indennità spettante nella misura dell’80% del reddito presunto (con ricalcoli a fine anno sul reddito reale).

Nella stessa circolare si legge “Qualora nel corso del periodo di godimento delle indennità il lavoratore, per qualsiasi motivo, ritenesse di dover modificare il reddito dichiarato, dovrà presentare una nuova dichiarazione “a montante” cioè comprensiva del reddito precedentemente dichiarato e delle variazioni a maggiorazione o a diminuzione. In tal caso si procederà a rideterminare, dalla data della nuova dichiarazione, l’importo della trattenuta sull’intero reddito diminuito delle quote già eventualmente recuperate.”.

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