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Naspi, dimissioni e nuovo contratto a termine: spetta?

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Naspi, le dimissioni da impieghi precedenti non precludono il diritto alla disoccupazione.

Capire se c’è il diritto a ricevere l’indennità di disoccupazione non sempre è semplice, soprattutto se il lavoratore ha presentato dimissioni volontarie. Cerchiamo di capire, in base ai requisiti, se spetta la Naspi oppure no rispondendo alla domanda di un nostro lettore che ci scrive:

Buongiorno, vi scrivo per avere qualche certezza sull’ipotetica Naspi spettante. Dopo l’estate ha presentato dimissioni volontarie dal mio posto di lavoro per il quale avevo contratto a tempo indeterminato ma con la cassa integrazione non arrivavo a fine mese. Ho accettato un lavoro a tempo determinato con durata 8 mesi, con l’assicurazione (a parola ovviamente) che alla scadenza del contratto ci sarebbe stato rinnovo per altri 8 mesi. Ora che mi sto avvicinando alla scadenza del contratto, però, ho paura che il datore di lavoro decida di non rinnovarlo. Avendo presentato dimissioni 4 mesi fa avrei diritto alla Naspi sugli 8 mesi di contratto a termine?

Naspi dopo scadenza contratto a termine

Le dimissioni presentate da un posto di lavoro precedente non influiscono sul diritto alla Naspi. L’indennità di disoccupazione infatti, spetta, quando il lavoratore rispetta i seguenti requisiti:

  • perdita del lavoro involontaria e, quindi, da licenziamento, scadenza contratto a termine, dimissioni per giusta causa (spetta anche alle neo mamme che si dimettono nel periodo di tutela)
  • 13 settimane di contributi versate nei 4 anni che precedono la disoccupazione

Lo stato di disoccupazione involontaria, quindi, viene valutato sempre sull’ultima attività lavorativa e se nel suo caso il contratto a termine dovesse non essere rinnovato perderebbe il lavoro involontariamente ed avrebbe diritto all’indennità di disoccupazione.

Le dico, inoltre, che la Naspi non spetterebbe solo sugli ultimo 8 mesi di lavoro ma per importo e durata si prenderanno in considerazione le settimane di contributi versate negli ultimi 4 anni e la retribuzione media dello stesso periodo. Di fatto, quindi, non tenendo conto solo dell’ultimo lavoro, se ha lavorato sempre negli ultimo 48 mesi le spetterà la Naspi per 24 mesi e l’importo spettante sarà calcolato (per il calcolo della Naspi la rimando al seguente articolo: Naspi, che assegno spetta con stipendio di 1500 euro?) sulle retribuzioni medie degli ultimi 4 anni di lavoro.

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