Argomenti Consulenza fiscale

Tutti gli argomenti

NASPI, cosa rientra nelle dimissioni per giusta causa?

WhatsApp
Telegram

Le dimissioni per giusta causa danno diritto alla Naspi, ma vediamo quali sono le cause ritenute giuste per poter richiedere l’indennità.

La Naspi spetta solo in due casi se il dipendente presenta dimissioni volontarie: qualora a presentarle sia la neomamma nel periodo di tutela dal licenziamento o nel caso siano presentate dal lavoratore per giusta causa. In questi due casi specifici, anche se il lavoratore presenta le dimissioni volontarie l’indennità di disoccupazione è riconosciuta lo stesso.

A tal proposito rispondiamo ad un nostro lettore che ci scrive per chiedere:

Buongiorno mi chiamo Vincenzo io mi sono dovuto licenziare volontariamente per poter pagare in unica soluzione il pignoramento di 1/5 di stipendio più un altro provvisorio per 6 mesi totale di 2/5. Con il licenziamento acquisendo il TFR diciamo che ho risolto ad alcuni pagamenti. Ora chiedo,questa motivazione può rientrare nella giusta causa? Da premettere che non lavoro dal 15/05/2022.

Dimissioni per giusta causa, quali sono?

Le dimissioni per giusta causa presuppongono una cessazione del rapporto di lavoro per cause che non dipendono dal lavoratore ma per i gravi inadempimenti del datore di lavoro. Ma l’inadempienza deve essere talmente grave da non permettere la prosecuzione del rapporto di lavoro.

Si possono presentare dimissioni per giusta causa, ad esempio, quando il datore di lavoro non versa gli stipendi. O anche nel caso che sia la normalità il versamento in ritardo delle retribuzioni.

Il dipendente può presentare dimissioni per giusta causa  quando il datore di lavoro non versa i contributi previdenziali, ma anche quando è oggetto di molestie sessuali, ad esempio. O, ancora, in caso di mobbing o nel caso le condizioni lavorative sono peggiorate (con le esclusioni di dimensionamento previsti dalla legge).

Presentare dimissioni volontarie per ricevere il TFR che permette di pagare debiti che hanno portato al pignoramento di parte dello stipendio non si configura come un inadempimento del datore di lavoro. E anche se la causa è più che motivata questo tipo di dimissione non rientra in quelle presentate per giusta causa. Non può, quindi, presentare domanda di Naspi (oltre al fatto che anche se avesse potuto sono ormai decorsi di 68 giorni che le avrebbero permesso di averne dititto).

WhatsApp
Telegram
Consulenza fiscale

Invia il tuo quesito a [email protected]
I nostri esperti risponderanno alle domande in base alla loro rilevanza e all'originalità del quesito rispetto alle risposte già inserite in archivio.

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur