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Naspi e supplenza, quando si possono avere entrambe. Limite reddito

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Pensione Quota 100 e Naspi

Non sempre con un contratto di lavoro a tempo determinato di 6 mesi si mantiene il diritto alla Naspi.

La Naspi non preclude, per il disoccupato, la possibilità di svolgere nuovo lavoro. Ma la nuova attività deve rientrare in determinati limiti di tempo e reddituali. Rispondiamo alla domanda di un nostro lettore che ci chiede:

Buongiorno, attualmente sono in naspi e sto per avere un contratto di lavoro di 6 mesi a tempo determinato con una retribuzione annua lorda  di 27000 euro. La mia domanda è se allo scadere dei 6 mesi il contratto  non venisse rinnovato perderò la naspi residua? Cordiali saluti

Quando decade la Naspi?

La Naspi può essere mantenuta quando si trova un nuovo lavoro a tempo determinato. Ma solo se il contratto ha una durata pari o inferiore ai 6 mesi e quando il reddito che deriva dalla nuova attività è entro il limite di 8.145 euro. Quando si trova un nuovo lavoro, infatti, si deve comunicare all’INPS il reddito presunto che ne deriva e se tale reddito è inferiore a quello sopra indicato, l’importo della Naspi si riduce in misura pari all’80% dello stesso.

Se il nuovo lavoro che ha trovato, pur essendo nel limite dei 6 mesi, le porta un reddito di circa 13mila euro lordi, la sua Naspi corrente decade. Ciò non toglie che al termine dei 6 mesi di contratto lei possa chiedere una nuova indennità di disoccupazione basata sui nuovi contributi versati, però.

Ricordiamo che la Naspi, infatti, decade quando:

  • si trova un rapporto di lavoro a tempo indeterminato;
  • si trova un rapporto di lavoro a tempo determinato di durata superiore ai 6 mesi;
  • si trova un rapporto di lavoro a tempo determinato della durata pari o inferiore ai 6 mesi che porta un reddito superiore a 8.145 euro.

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