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Docente rifiuta supplenza e continua a percepire la Naspi: si può?

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Pensione Quota 100 e Naspi

E’ lecito continuare a fruire della Naspi se si è rifiutata una supplenza troppo lontana e per errore non ci si è presentati alla convocazione dalla GPS?

Un docente ha ancora diritto a ricevere la Naspi se rifiuta un incarico di supplenza? Scopriamolo rispondendo ad un nostro lettore:

Sono un docente precario di scuola secondaria. Lo scorso anno ho avuto un incarico annuale (6 ore settimanali) e, dopo la fine della scuola, ho fatto richiesta per la Naspi. Ad ottobre sono stato convocato dalla prima fascia delle gps ma a causa di un mio errore non mi sono presentato alla convocazione. Ho quindi dovuto lavorare da G.I. accettando diverse supplenze brevi. Nei periodi che intercorrono tra un contratto e l’altro (alcuni anche lunghi) succede però che, risultando io disoccupato, la Naspi si riattiva e ricevo quindi la rata.
Inoltre in questo periodo ho rifiutato un incarico fino al termine delle lezioni in una sede che dista più di 60 Km dalla mia residenza/domicilio. Ora,il mio quesito è: è lecito continuare a percepire la Naspi nonostante non mi sia presentato alla convocazione da gps (dove avrei probabilmente ottenuto un incarico annuale) e abbia rifiutato una supplenza (sebbene a 60 Km di distanza)?
Non sono iscritto al centro per l’impiego poiché, almeno nella provincia di Roma, dove risiedo, non ne è prevista l’iscrizione per i docenti che richiedono la Naspi durante l’estate.

Naspi e supplenze

I commi 41 e 42, dell’articolo 4, Legge 92/2012 riportano quanto segue:

41. Il lavoratore destinatario di una indennità di mobilità o di indennità o di sussidi, la cui corresponsione è collegata allo stato di disoccupazione o di inoccupazione, decade dai trattamenti medesimi, quando:

a) rifiuti di partecipare senza giustificato motivo ad una iniziativa di politica attiva o di attivazione proposta dai servizi competenti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera g), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni, o non vi partecipi regolarmente;

b) non accetti una offerta di un lavoro inquadrato in un livello retributivo superiore almeno del 20 per cento rispetto all’importo lordo dell’indennità cui ha diritto.

42. Le disposizioni di cui ai commi 40 e 41 si applicano quando le attività lavorative o di formazione ovvero di riqualificazione si svolgono in un luogo che non dista più di 50 chilometri dalla residenza del lavoratore, o comunque che è raggiungibile mediamente in 80 minuti con i mezzi di trasporto pubblici.

Per quanto riguarda l’incarico di supplenza a 60 Km da casa, era nel pieno diritto di non accettarlo visto che anche la normativa prevede la non accettazione di un “lavoro congruo” in questi casi. Per quanto riguarda la convocazione da GPS non può avere la certezza che l’incarico sarebbe spettato a lei, visto che non viene convocato un solo candidato in questi casi.

In ogni caso l’INPS non è a conoscenza di questi suoi “rifiuti”, in quanto la normativa si riferisce ad offerte di lavoro proposte dai Centri per l’Impiego (che vengono comunicate all’INPS) e la scuola non comunica all’istituto la lista di quanti rifiutino supplenze.

Dal punto di vista normativo, quindi, è lecito nel suo caso continuare a percepire la Naspi anche perché ha continuato a lavorare da G.I. accettando, laddove possibile, diverse supplenze.

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