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Naspi anticipata per chi avvia una attività in proprio, cosa si perde e come è tassata

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Naspi anticipata in unica soluzione, la possono richiedere i beneficiari della indennità per disoccupati Inps che vogliono avviare una attività in proprio.

C’è una importante possibilità per i beneficiari dell’indennità per disoccupati involontari erogata dall’Inps, cioè per la Naspi. Si tratta del diritto a richiedere l’anticipo della Naspi spettante per i disoccupati che hanno intenzione di avviare o che hanno già avviato, una attività lavorativa in proprio.

Naturalmente occorre rispettare determinate condizioni per poter richiedere l’anticipo della Naspi che se assegnato, consente di percepire tutta la Naspi spettante in una unica soluzione. Qualcosa però si perde scegliendo la via dell’anticipo, mentre la Naspi anche se percepita tutta insieme, viene comunque tassata Irpef.

Vediamo adesso di approfondire questa possibilità di fruire di questo anticipo in soluzione unica che può permettere ad ex lavoratori dipendenti di diventare lavoratori autonomi e sostenere le spese per la nuova attività, disponendo della liquidità necessaria.

Naspi e liquidazione anticipata in un’unica soluzione

La Naspi è l’indennità per disoccupati che l’Inps eroga a chi perde involontariamente il proprio lavoro. Si tratta di una indennità erogata mensilmente per un periodo pari alla metà delle settimane lavorate nel quadriennio precedente se i periodi di lavoro non hanno dato luogo ad altre indennità di disoccupazione indennizzate. Anche l’importo fino alla soglia massima prevista è calcolato in base alla media delle retribuzioni utili ai fini previdenziali, percepite nel quadriennio che l’Inps considera di osservazione.

Evidente che per lavoratori con carriere lunghe e continue, che hanno perduto il lavoro dopo aver lavorato ininterrottamente per almeno 4 anni, in base alla regole di fruizione della Naspi, la liquidazione in soluzione unica presenta cifre piuttosto importanti.

Naspi, calcolo dell’indennità

Quanto detto in precedenza trova conferma se andiamo a entrare nel dettaglio del calcolo della Naspi. Il calcolo dell’importo spettante si può fare prendendo a riferimento le retribuzioni imponibili degli ultimi 4 anni e sommarle. Le retribuzioni imponibili sono facilmente recuperabili dal proprio estratto conto dei contributi. La somma di tutte le retribuzioni imponibili a fini previdenziali vanno divise per il numero di settimane effettivamente lavorate e moltiplicate per un coefficiente fisso pari al 4,33.

Se il risultato, sempre in riferimento alle soglie 2020 (suscettibili di cambiamento da parte dell’Inps con adeguamento annuale al tasso di inflazione), risulta pari o inferiore a 1.227,55€, l’importo dell’indennità  è pari al 75% del risultato. Se l’importo è superiore, al 75% così calcolato va aggiunto il 25% della parte eccedente i 1.227,55 euro. L’importo massimo fruibile di indennità per il 2020 è stato di 1.335,40 euro.

Evidente che possono essere anche di diverse decine di migliaia di euro gli importi Naspi richiedibili in unica soluzione.

Naspi anticipata, cosa fare?

Chi ha diritto all’indennità Naspi, a prescindere dai mesi spettanti, può  legittimamente decidere di riscuoterla in un’unica soluzione. La prima condizione da rispettare è che si stia per avviare un’attività di lavoro autonomo o che la stessa attività sia stata già avviata.

Nel caso in cui dopo aver percepito l’anticipo il soggetto interessato trovi nuova occupazione da lavoratore subordinato, la Naspi percepita in soluzione unica andrà restituita per la parte teoricamente non spettante, cioè per la parte successiva alla data di inizio della nuova attività di lavoro dipendente. Diverso il caso delle collaborazioni, perché dopo aver percepito l’anticipo Naspi, un lavoratore non dovrà restituire la parte di Naspi teoricamente non spettante a partire dalla data di stipula del contratto di collaborazione. Infatti la norma non prevede cause ostative nel caso di collaborazioni continuative, che addirittura, al termine delle quali darebbero diritto anche a percepire l’indennità di disoccupazione per i collaboratori, cioè la Dis-Coll.

Il quadro normativo della Naspi, compresa la facoltà di anticipo per auto imprenditorialità è messo nero su bianco nel decreto che ha istituito l’ammortizzatore sociale, cioè il decreto legislativo n. 22 del 4 marzo 2015. Ed i chiarimenti in materia di anticipazione Naspi l’Inps li ha prodotti con il messaggio ufficiale n. 4658 del 13 dicembre 2019, messaggio che si può trovare sul sito istituzionale dell’Ente previdenziale nell’area “Inps comunica”.

L’anticipo oltre che per chi decide di mettersi in proprio, anche come impresa individuale, può essere preso da soggetti in procinto di sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa di lavoro.

Calcolo della Naspi anticipata

La prestazione anticipata viene calcolata sull’indennità Naspi non ancora percepita, ovvero sull’intera Naspi spettante al netto delle mensilità già incassate. Quando si richiede l’anticipo Naspi si perdono però gli assegni familiari eventualmente richiesti e concessi da parte dell’Istituto Previdenziale. Inoltre si perde la parte spettante di contribuzione figurativa. In sostanza, senza anticipo, se presenti familiari a carico l’indennità prevede gli assegni Anf e i periodi di disoccupazione sono utili al montante contributivo come contribuzione figurativa. Con l’anticipo si perdono questi due diritti.

Inoltre non si ha diritto se eventualmente spettante al bonus Renzi o al nuovo bonus Irpef. Dal punto di vista fiscale cambia poco perché l’Irpef è dovuta sia con l’anticipo che con la fruizione canonica mese per mese.

La richiesta di Naspi anticipata può essere fatta sia prima di avviare l’attività che dopo averla già avviata, magari durante l’attività di lavoro dipendente che dopo la sua cessazione, ha dato diritto alla fruizione della Naspi. Come si legge nella pagina informativa del sito Inps dedicato alla misura, “La domanda va presentata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma, dell’impresa individuale o dalla sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa. Se l’attività è iniziata durante il rapporto di lavoro dipendente che, essendo cessato, ha dato luogo alla prestazione Naspi, la domanda di anticipazione deve essere trasmessa entro 30 giorni dalla domanda di indennità. Nella compilazione del modello di richiesta della Naspi, vanno indicati i rediti presunti che si percepiranno nell’anno in corso. Occorre ricordare che la soglia reddituale da non superare è di 4.800 euro per non incorrere nella decadenza della prestazione. Questa soglia però riguarda quanti percepiscono la Naspi mese per mese insieme aggiungendo gli incassi al reddito derivante dalla nuova attività autonoma.  Se invece il disoccupato richiede l’anticipo prima di aprire la Partita Iva, non ci sono limiti di reddito da rispettare. In nessun caso esistono limiti per l’anticipo Naspi e questo è un altro vantaggio di questa facoltà del disoccupato.

Inoltre, se il beneficiario della Naspi la percepisce in misura pari all’80% del reddito presunto derivante da attività di lavoro autonomo in cumulo con l’indennità, la Naspi anticipata sarà erogata senza l’applicazione della riduzione stessa.

Per la presentazione della domande le vie sono quelle classiche, cioè tramite i servizi telematici dell’Inps, accessibili con Pin dispositivo se ancora attivo, con Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale), Cie (Carta di Identità Elettronica) e Cns. Con queste credenziali si può fare tutto anche telefonicamente tramite il Contact Center dell’Inps (803164 da telefono fisso o 06164164 da cellulare). In alternativa occorre rivolgersi agli enti preposti come possono essere i Patronati o i Caf.

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