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Naspi anticipata: è vero che l’INPS trattiene parte dei soldi?

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Come funziona l’anticipo della Naspi rispetto al lavoro autonomo che si andrà a svolgere? Chiariamo qualche dubbio.

Per il lavoratore disoccupato che percepisce la Naspi e che decide di aprire una partita IVA è possibile richiede la parte residua di indennità di disoccupazione in un’unica soluzione. Cerchiamo di chiarire i dubbi di un nostro lettore che ci scrive:

Buongiorno, se io volessi aprire la p.iva e richiedere la naspi residua in una sola volta , che devo sapere? Mi dicono in tanti che l’INPS verrà a trattenere una parte dei soldi. E vero? Grazie in anticipo.

Le trattenute dell’INPS sull’anticipo Naspi

Gli unici soldi che l’INPS trattiene sono quelli relativi all’IRPEF (che avrebbe, in ogni caso, trattenuto mese dopo mese nell’erogazione della Naspi mensile). A differenza di quello che succede percependo la Naspi mensilmente, con quella anticipata l’INPS eroga l’intera cifra dopo un mese o due dalla richiesta. E questo indipendentemente da quanti soldi si guadagneranno dall’attività di lavoro autonomo.

Con l’anticipo della Naspi non ci sono trattenute sull’indennità in base agli importi guadagnati e viene meno anche il limite dei 4800 euro limite di guadagno in un anno. Per fare un esempio: se dopo aver aperto la partita IVA lei guadagnasse 100.000 euro in anno, l’INPS non le verrebbe a chiedere di restituire nulla della Naspi anticipata ricevuta. L’attività autonoma, quindi, è senza limite di guadagno e senza nessuna penalizzazione rispetto all’anticipo ricevuto.

Discorso diverso, invece, se dovesse accettare un lavoro come dipendente prima della scadenza del periodo indennizzato dalla Naspi: in quel caso le sarà richiesto di restituire l’intero importo che ha ricevuto a titolo di anticipo.

Se, quindi, apre partita IVA ed ha intenzione di guadagnare solo con il lavoro autonomo riceverà l’intera Naspi residua (escluse le trattenute IRPEF) e non dovrà restituire nulla.

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