Nasce la classe di concorso per il sostegno, si accederà tramite concorso. Più continuità didattica, meno passaggi su disciplina

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Nell’atto di indirizzo emanato ad inizio gennaio dal Ministro Azzolina una delle novità più significative è rappresentata dalla volontà di istituire la classe di concorso specifica per il sostegno, alla quale si accederà tramite procedure concorsuali specifiche. Un’idea, una progettazione che non sappiamo ancora quali tempi avrà.

Nell’atto di indirizzo si legge infatti “È inoltre necessaria, al fine di accrescere la motivazione e la competenza dei docenti di sostegno, garantendo agli alunni con disabilità la continuità didattica e la stabilità relazionale cui hanno diritto, la creazione di una nuova classe di concorso ad hoc, cui si acceda attraverso procedure concorsuali specifiche e sistematiche nel tempo.”

Dunque un’idea che non ha ancora tempi precisa ma che, una volta realizzata, riguarderà sia i docenti precari che di ruolo.

La mobilità dei docenti di ruolo

Il passaggio dal posto comune a quello di sostegno e viceversa non si configurerebbe più come trasferimento ma come passaggio di ruolo o di cattedra.

E dunque, con minori possibilità rispetto al mero trasferimento. Le percentuali di posti riservate alla mobilità professionale infatti, pur cambiando ogni anno, sono sempre esigui rispetto ai semplici trasferimenti.

Un problema che è ancora al di là da venire, che non  interessa la mobilità anno scolastico 2021/22, che sarà avviata a breve secondo queste regole.

E tuttavia va sottolineata l’obiettivo di realizzare la “continuità didattica e la stabilità relazionale”

Secondo la normativa vigente l’obbligo di permanere su posto di sostegno, dopo l’assunzione in ruolo, è di cinque anni. Nell’atto di indirizzo non è specificato se si prevedono modifiche a questo aspetto.

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