Nasce a Milano la scuola in cui si insegneranno le tematiche ambientali, il benessere, la new economy, le arti e la bellezza

di Vincenzo Brancatisano
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E’ nata la prima Scuola dello Sviluppo Sostenibile in Italia. Si tratta di un vero e proprio modello di istruzione, reso necessario, secondo i responsabili dell’Istituto paritario Marcelline Tommaseo di Milano, da quanto indicato da uno dei 17 Goals dell’Agenda 2030 dell’ONU, quello dedicato all’Istruzione, e richiesto da Papa Francesco con la sua Enciclica Laudato Si’.

Proprio nella Laudato si’ Papa Francesco affermava che “molte cose devono riorientare la propria rotta, ma prima di tutto è l’umanità che ha bisogno di cambiare. Manca la coscienza di un’origine comune, di una mutua appartenenza e di un futuro condiviso da tutti”.

Questa consapevolezza di base “permetterebbe lo sviluppo di nuove convinzioni, nuovi atteggiamenti e stili di vita. Emerge così una grande sfida culturale, spirituale e educativa che implicherà lunghi processi di rigenerazione”. D’altro canto, scrive l’Onu, l’Agenda 2030 “è uno Statuto per le persone e per il pianeta del XXI secolo. Bambini e giovani uomini e donne sono agenti critici del cambiamento e troveranno nei nuovi obiettivi una piattaforma per incanalare le loro infinite potenzialità per l’attivismo verso la creazione di un mondo migliore.”

Quella lanciata dall’Istituto Marcelline Tommaseo è dunque una grande sfida, quella di voler creare una scuola, la prima in Italia, capace, secondo le intenzioni degli ideatori, di progettare la didattica in modo integrale secondo la prospettiva dello sviluppo sostenibile, “con la fiducia di poter aprire strade di umanità su cui condurre i propri studenti verso un futuro veramente innovativo, perché aperto al progresso in modo solidale”.

Si tratta di un nuovo modo di fare e vivere la scuola, in cui le conoscenze vengono sempre contestualizzate e collocate in un insieme unico. Nel desiderio di preparare al futuro le nuove generazioni, dando così concretezza e pieno compimento al suo progetto apostolico e culturale, l’Istituto vede nella sostenibilità il paradigma culturale da scegliere per affrontare la complessità della realtà in modo attivo e responsabile.

Gli studenti, stando agli obiettivi del piano dell’offerta formativa “acquisiranno cultura solida e spirito critico, intelligenza pratica e creativa, attitudine all’ascolto e alla riflessione, abilità di leadership e di cooperazione, stili di vita sostenibili per sé e per gli altri”. Suor Sara Brenda è la preside dei licei dell’Istituto Tommaseo. A lei abbiamo rivolto alcune domande per comprendere meglio le novità dell’ambizioso progetto .

Preside Brenda, come nasce, nella pratica, questa iniziativa?

“E’ un anno che ci stiamo lavorando. L’idea è quella di costruire un nuovo modello di istruzione da offrire anche come buona pratica per rinnovare la scuola. Ed è un nuovo modello che lavora su due aspetti della scuola, quello della gestione e quello della didattica. Per quanto concerne la gestione, ai tradizionali organi, quali i consigli di classe, il collegio docenti, il preside, si aggiunge un staff che dovrà tenere i rapporti con il territorio, con le imprese, gli enti, con chi si occupa di comunicazione, di rapporti internazionali”.

E sul piano della didattica?

“Su quello abbiamo lavorato su due aspetti. Sull’aspetto metodologico e su quello della progettazione disciplinare, sui contenuti. Intanto sono state individuate alcune metodologie per lavorare in team. Sulla didattica abbiamo individuato sei macroaree che sono fucine per costruire rapporti interdisciplinari e pluridisciplinari”.

Quali sono queste macroaree?

“Intanto l’area Care for creation, che riguarda le tematiche dell’ambiente. La Human being, che ha a cuore il benessere dei ragazzi, delle famiglie e dei docenti. L’area intitolata Languages & cultures punta sulle lingue e le culture come ponte di mediazione culturale. La New economies & jobs mette insieme le nuove economie e il rapporto del mondo del lavoro che sta cambiando, per sapere vivere questo mondo con dignità e consapevolezza. L’area intitolata Arts & aesthetics richiama le arti e la bellezza come orizzonti entro cui collocare la conoscenza. Infine, l’area intitolata Sport richiama quest’ultimo come strumento di educazione alla fatica e di socializzazione”.

Quali sono gli obiettivi principali di queste aree?

“L’obiettivo è quello di aiutare i ragazzi ad affrontare la conoscenza nella sua complessità visto che ogni aspetto della realtà va affrontato da più punti di vista. Nell’istitito Marcelline ha trovato attuazione in un progetto didattico per il 2018-19 intitolato Grow the World. Il nostro Ordine è nato con lo scopo dell’educazione dei giovani e non potevamo non raccogliere la sfida di far crescere, coltivare e far maturare uomini migliori e nuovi talenti per il futuro. La peculiarità dell’applicazione a questo istituto è che essendo un istituto paritario, che va dall’infanzia alle superiori, i docenti lavorano tutti insieme. La progettazione didattica vede coinvolti docenti di tutto l’istituto con gruppi misti di ogni ordine e grado, quindi c’è un confronto tra insegnanti che lavorano con i piccolini dell’infanzia e con i grandi. E questo è un arricchimento”.

Perché è un arricchimento?

“Avere tanti docenti di diversi ordini crea comunicazione, armonizzazione tra piccoli e grandi. L’occhio educativo si allarga. Si allarga lo sguardo educativo quando ci sono docenti che hanno ragazzi con età diversa”.

Il modello ha come testi ispirativi l’Enciclica Laudato si’ di papa Francesco e l’Agenda 2030 con i suoi goal. Quali sono i più pregnanti dal vostro punto di vista?

“Per l’Enciclica è certamente l’ecologia integrale della persona. Educarsi con un buon rapporto tra uomo e Creato è un obiettivo importante: l’uomo va considerato nel suo ambiente, là dove vive, nell’economia, nella società. L’uomo al centro, ma soprattutto in un rapporto di custodia della creazione e non in una posizione di sfruttamento. Quanto all’Agenda, ispirata secondo noi proprio da questa Enciclica, è molto interessante e ispirativa, perché mette a fuoco in pochi punti gli assi in cui l’umanità si deve spendere. E lo fa rivolgendo un invito a tutti affinché la meta di questi obiettivi sia garantita a tutti in futuro. Cosa trasmettere alle nuove generazioni, come guardare al futuro con speranza e consapevolezza? Nell’ambito del richiamo fatto dall’Enciclica e dall’Agenda ci siamo interrogati su come educare le nuove generazioni. Partendo da loro, il cambiamento è più facile. Per questo abbiamo costruito un modello di istruzione qui al Marcelline, ma stiamo avviando una rete di scuole affinché esso sia adottato da altre scuole. Abbiamo attivato contatti con l’estero, ad esempio con l’Argentina: vorrebbero farlo anche là e per noi è bello perché è un altro modo di vedere la globalizzazione”.

Quanti sono gli alunni e i docenti coinvolti nel progetto?

“I nostri ragazzi sono seicento e sono coinvolti tutti. I docenti sono centoventi”.

Gli insegnanti come hanno preso le novità?

“Molti sono entusiasti perché già coinvolti nelle tematiche, qualcuno è incuriosito, qualcuno preoccupato”

Come mai?

“Perché in genere il Miur lancia dei progetti. Ma un conto è inserire un progetto nella didattica, un conto è innovare molto e trasformare il lavoro. Da questo, qualcuno è forse rimasto spaventato. Ad esempio, si pensa alla maturità che ancora oggi ti vincola a una preparazione alle conoscenze. C’è un po’ di scollamento tra la scuola che il Miur vorrebbe fosse e le prove. C’è timore, certo, però ho visto che ci si sta aprendo a questo nuovo orizzonte culturale. Anche perché si tratta di tematiche – attenzione a persone, ambiente, parità di genere, salute e altro – che sono già presenti nella didattica”.

Si ripropone magari il solito conflitto tra competenze e conoscenze

“Sì, un po’ sì. Si ha timore per le prove specie alle superiori”.

E i genitori? Come l’hanno presa?

“Abbiamo trovato genitori molto contenti anche perché in azienda si occupano già di queste cose. Chi conosce apprezza molto, chi non conosce rimane incuriosito ed è interessato. Per cui devo dire che il riscontro è molto positivo”.

Ma che cosa succederà in concreto nel vostto Istituto alla suono della prima campanella dell’anno scolastico 2018-2019?

“A livello gestionale avremo dei docenti universitari in compresenza con i nostri. Per l’alternanza scuola e lavoro stiamo selezionando aziende che hanno a cuore la sostenibilità. Ci saranno momenti di valorizzazione dello sviluppo sostenibile, festival delle lingue e delle culture, con il tema dei popoli, dell’accoglienza, delle diversità, le migrazioni, i cambiamenti climatici.

Nello sport ci saranno progetti in collaborazione con atleti paralimpici. Sono tentativi di realizzare l’apprendimento cooperativo. A livello disciplinare si scelgono dei testi e degli argomenti piu legati ai 17 goals dell’agenda 2030 e dall’enciclica. Non è che si stravolgono gli argomenti ma si studiano in una certa prospettiva degli orizzonti propri dell’Agenda e dell’Enciclica”.

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