Naddeo (Aran) precisa: “I dati su stipendi non incorporano aumenti rinnovi firmati a fine 2022”

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“Con riferimento ad alcuni commenti, diffusi a mezzo stampa, riguardanti i dati riportati dal Rapporto semestrale dell’Aran sulle retribuzioni dei dipendenti pubblici, è necessario precisare che nella seconda sezione del Rapporto, dove si approfondisce la dinamica registrata per le retribuzioni contrattuali dei settori pubblici e privati, i dati delle retribuzioni registrano gli incrementi fino a tutto il mese di settembre del 2022, sulla base del comunicato Istat del 28 ottobre 2022”.

Lo chiarisce in una nota Antonio Naddeo, presidente dell’Aran-Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni.

“Quindi, essi non incorporano gli aumenti delle retribuzioni contrattuali riconosciuti dai tre contratti collettivi firmati definitivamente dall’Aran e dalle organizzazioni sindacali nei mesi di novembre e dicembre del 2022 (Sanità, Funzioni locali e Istruzione e ricerca). – precisa Naddeo – Va inoltre considerato che essi includono solo in parte, su base annuale, gli incrementi riconosciuti con la firma del contratto delle Funzioni centrali, avvenuta nel maggio 2022″.

“Gli incrementi di tali rinnovi – di cui si dà ampiamente conto nella prima sezione del Rapporto – avranno quindi prevalenti effetti sulla dinamica delle retribuzioni contrattuali che sarà registrata per l’anno 2023”.

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