Mussini: presentata la legge di iniziativa popolare “Buona Scuola pubblica, laica e pluralista”

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‘Esprimiamo grande soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa di ripresentazione della legge di iniziativa popolare per una ”Buona Scuola pubblica, laica e pluralista”. La senatrice Maria Mussini (gruppo Misto), prima firmataria del ddl 1583 è soddisfatta.

‘Esprimiamo grande soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa di ripresentazione della legge di iniziativa popolare per una ”Buona Scuola pubblica, laica e pluralista”. La senatrice Maria Mussini (gruppo Misto), prima firmataria del ddl 1583 è soddisfatta.

”La diffusa partecipazione, non solo dei firmatari della legge di iniziativa popolare appartenenti a quasi tutti i gruppi parlamentari (da Sel alla Lega, al M5S, passando per il PD e Forza Italia) – prosegue la senatrice – ma anche di tutto il mondo della scuola, rappresentanze sindacali comprese, dimostra come sia essenziale per il futuro della nostra democrazia rimettere al centro del dibattito pubblico la vera riforma della scuola pubblica di ogni ordine e grado, che sia realmente partecipata, gratuita, laica e pluralista”.

 ”Si tratta di cinque caratteristiche presenti nelle varie declinazioni e frutto del confronto orizzontale tra i differenti soggetti che operano nel mondo della scuola: insegnanti, studenti, genitori, operatori scolastici e del diritto, sindacati, meritoriamente tenuti assieme attraverso il comitato costituitosi per la riproposizione di un testo.

 Si tratta, soprattutto  di caratteristiche che non è dato riscontrare nella pseudo riforma ”renziana” della ”buona scuola”, frutto di slide, parole d’ordine e fumo negli occhi dell’opinione pubblica, troppo spesso ormai abituata a rimanere silenziosa, perché attonita o acritica”.

”Speriamo davvero – conclude Mussini – che questo sia il primo passo per dotare l’Italia di una scuola che si avvicini finalmente all’attuazione di quei principi e valori delineati dai costituenti e relativi all’istruzione e alla cultura, dei quali il diritto allo studio per tutti è elemento paradigmatico di un sistema democratico realmente inclusivo, capace di formare nel metodo e nel merito, anche in un’ottica di coscienza critica”.

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