I MUSP e gli studenti aquilani: a quando una vera scuola?

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GB – Gli studenti aquilani vanno ancora a scuola nei cosiddetti containers, i Musp, acronimo per Moduli ad Uso Scolastico Provvisorio, dove però la P sta rischiando di diventare permanente.

GB – Gli studenti aquilani vanno ancora a scuola nei cosiddetti containers, i Musp, acronimo per Moduli ad Uso Scolastico Provvisorio, dove però la P sta rischiando di diventare permanente.

In questi Musp, come riporta un articolo sulla "Stampa", non è possibile aprire le finestre perché non garantiscono la sicurezza dei ragazzi, i pavimenti sono coperti di scotch da imballaggio perché i moduli si stanno separando, si deve usare il nastro adesivo per tenere insieme le connessioni e per evitare che i bambini si taglino con i pezzi staccati, le fogne non funzionano,i riscaldamenti  hanno provocato un’impennata di allergie e malattie respiratorie, perché non sempre i filtri degli aeratori sono stati cambiati in tempo. E ci sono bambini aquilani che non hanno mai visto una scuola in muratura.

Per costruirli sono stati spesi 32 milioni di euro distribuiti a 52 imprese appaltatrici  e 154 ditte subappaltatrici, che hanno permesso a oltre 6 mila bambini e bambine, ragazzi e ragazze di ricominciare ad andare a scuola, ma sono ancora lì dopo 5 anni dal terremoto.

Il sindaco della città, Massimo Cialente, ha incontrato il sottosegretario Graziano Del Rio e il sottosegretario all’Economia Giovanni Legnini.

Dall’incontro si è ottenuta la promessa di una delibera del Cipe che assegnerà altri 180 milioni di euro e la possibilità che le risorse destinate alla ricostruzione dei Comuni terremotati possano essere escluse dal Patto di stabilità, ma sono comunque fondi da destinare alla ricostruzione in generale e non in particolare alle scuole. Si spera, dice il sindaco, che fra tre anni siano finiti tutti i lavori.

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