Musei, come potrebbero riaprire? Dalla visita personalizzata al pagamento delle produzioni online

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Il Ministro dei beni culturali e del turismo Dario Franceschini ha annunciato la probabile riapertura del musei e sei siti archeologici a maggio. Ma come riapriranno? Alcune idee riportate da Il Corriere.

James Bradburne, direttore della pinacoteca di Brera, pensa: “Alcune produzioni originali nate per l’online e del tutto diverse dall’esperienza fisica potranno e dovranno essere anche a pagamento per i musei“.

Gabriella Belli, direttrice della Fondazione Musei Civici di Venezia, parla invece di prenotazione personalizzata: “Io penso che troveremo il modo di accompagnare con maggiore cura una persona interessata all’arte. Non solo perché avremo un flusso inferiore, ma tutto comincerà dalla prenotazione. Online, naturalmente. In vendita ci sarà il classico biglietto ma, accanto, studieremo una forma di biglietto più ricco, caldo, con itinerari e percorsi tematici consigliati, con scelte fatte a monte. La visita comincerà dal telefonino o dal Pc di casa. Con la presentazione di un’opera o di una mostra, con un consiglio di visita, con un suggerimento personalizzato“.

Gianfranco Maraniello, presidente di Amaci, afferma: “L’arte è uscita dalla cornice ma rischia di rientrare dallo schermo. Vantarsi delle migliaia di visualizzazioni è esattamente come vantarsi delle migliaia di ingressi“.

Bagnoli, direttrice delle Gallerie Estensi, parla di eventuale elasticità degli orari, di aperture studiate tra i musei che compongono il polo.

Franceschini: a maggio possibile apertura di musei e siti archeologici

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