Movimento Nazionale Insegnanti Precari. Il mondo della scuola, continua lo stato di agitazione nei confronti del disegno di legge sulla scuola presentato dal governo Renzi

di redazione
ipsef

Ieri alle ore 15, nella sede nazionale del partito socialista, era presente anche il movimento nazionale insegnanti precari.

Ieri alle ore 15, nella sede nazionale del partito socialista, era presente anche il movimento nazionale insegnanti precari.

Il dibattito con i parlamentari socialisti, coordinato dall’on. Di Lello, ha toccato i punti più salienti e critici del DDL, dal potere “assoluto” dei dirigenti scolastici, alle deleghe in bianco, all’abrogazione dell’art.12, al piano straordinario di assunzioni di tutti gli insegnanti abilitati precari (graduatorie ad esaurimento, merito, concorso 2012 e graduatorie di seconda fascia d’istituto, diplomi riconosciuti abilitanti), senza nessuna discriminazione sociale e professionale, essendo la mala politica che ha provocato questo caos, situazione da risolvere nel rispetto dei diritti acquisiti e nel rispetto delle competenze professionali e di servizio e nel rispetto dei titoli acquisti, attraverso esami selettivi, come la siss, il concorso e i percorsi di abilitazione all’insegnamento, titoli giuridicamente validi per svolgere la funzione di insegnante.

Inoltre è stato ben fatto notare che il disegno di legge è scarso, anzi è vuoto di contenuto pedagogico e formativo, contenuti basilari per una buona scuola, per una sana e robusta formazione degli alunni, sia sul piano umanistico, sia sul piano tecnologico, basti pensare alla gestione caotica delle classi ridotte in pollaio, classi affollate di alunni ed ingestibili sul piano didattico, provocando un forte abbassamento della formazione culturale e professionale dei discenti.

In sostanza, in nessuna pagina del DDL sono riportati i numeri riferiti al rapporto tra alunni e insegnanti, cioè non esiste nessun dato di quanto sarà il numero massimo degli alunni per classe, con o senza la presenza di un diversamente abile.

Inoltre è stato ben evidenziato la perdita dei poteri collegiali, strumento bipartisan e democratico all’interno della struttura pubblica e statale.

I punti, sopra elencati e dibattuti hanno sbalordito e indignato i parlamentari socialisti nei confronti del disegno di legge.

I parlamentari, hanno promesso di presentare una serie di emendamenti, costruiti sulla base delle nostre legittime proposte, fondate sulla giustizia sociale e in difesa della democrazia, principi fondamentali della cultura socialista, i quali si batteranno con tutte le loro forze per difenderli a spada tratta, nei confronti di un ddl scuola vuoto di tali principi.

Alle ore 21, ci siamo trasferiti in una delle sedi del Pd, alla presenza dei parlamentari del Pd (Civati e Rocca) e Sel (Giordano).

Anche in questa sede sono stati ribaditi gli stessi punti, stesso programma d’azione da parte del comparto della scuola, saldamente uniti nella battaglia.

E’ stato anche ben sottolineato, che il 96% degli insegnanti, parliamo di oltre 700 mila docenti, hanno bocciato il disegno di legge sulla scuola di Renzi, un disegno scellerato e disumano.

Questo 96% ha un peso elettorale di oltre 3,5 milioni di voti, che andranno alle forze politiche che si batteranno in difesa e nella tutela di tutti gli insegnanti precari e del sistema scolastico.

A questa pesante forza elettorale, bisogna aggiungere l’indignazione di milioni di famiglie e di alunni nei confronti del disegno di legge, antidemocratico e antisociale.

In fine, l’onorevole Civati, ha criticato duramente tale disegno di legge, impegnandosi fin da oggi a fare il giro delle “7 chiese”, Bersani, Fassina, Cuperlo e altri della sinistra democratica per denunciare lo scempio e bloccare il DDL scuola, perché umilia la dignità umana e professionale degli italiani, essendo tale riforma, la più importante rispetto alle altre riforme dibattute in questi giorni, e se, il ddl scuola, dovesse passare in parlamento con questa piattaforma, provocherebbe un danno irreversibile all’Italia e agli italiani.   

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief
voglioinsegnare