Il movimento 5 Stelle porterà il caso del referendum di Bologna in Parlamento

di Giulia Boffa

Red – Il Movimento 5 Stelle ha deciso di portare il caso del referendum di Bologna sul contributo comunale alle paritarie in Parlamento, con un’interrogazione urgente al governo presentata dalla senatrice Michela Montevecchi, e schierandosi apertamente per il no al contributo.

Red – Il Movimento 5 Stelle ha deciso di portare il caso del referendum di Bologna sul contributo comunale alle paritarie in Parlamento, con un’interrogazione urgente al governo presentata dalla senatrice Michela Montevecchi, e schierandosi apertamente per il no al contributo.

"Il M5S farà di tutto per eliminare questa aberrazione- affermano i grillini in una nota- l’istruzione pubblica, come l’acqua rappresenta uno dei beni comuni più importanti. Votare al referendum per chiedere una scuola pubblica di serie A, non è solo una questione civica ma anche un forte segnale di buonsenso economico e un forte richiamo alla storia di Bologna. E’ soprattutto un segnale politico che ribadisce la centralità della scuola pubblica in un momento nel quale Bologna sta valutando il trasferimento di tutti i servizi educativi dal comune alle Asp".

Inoltre chiederà in parlamento che "il personale educativo e socio-assistenziale venga escluso dal patto di stabilità anche se alle dipendenze del Comune e che "se il governo vuole derogare al patto di stabilità, lo deve fare senza inutili e immani trasferimenti di personale".

Il PD attacca il movimento: "I grillini di Bologna dichiarano che il M5S ‘farà di tutto per eliminare l’aberrazione del contributo comunale alle scuole dell’Infanzia convenzionate’. Sono posizioni curiose perche a Parma il sindaco Pizzarotti e la giunta 5 Stelle porta avanti il sistema integrato e i relativi finanziamenti"dicono Graziella Giorgi e Davide Ferrari, rispettivamente responsabile Scuola del Pd e presidente Forum Scuola Pd di Bologna.

"D’altra parte- proseguono i due in una nota- à una scelta confermata da tante Regioni (compresa la Puglia di Vendola) e Comuni, necessaria per avere cura di tutti i bambini e garantire risposte alle famiglie". Ancora, "suggeriamo invece alla senatrice e ai grillini di verificare se Parma spende proporzionalmente quanto Bologna per le scuole comunali e statali. Noi sappiamo che nessuno spende come il Comune di Bologna. È in questo, e solo in questo, che Bologna rappresenta davvero un ‘caso nazionale’".

Intanto in una lettera  sul suo sito, rivolta "alle mamme e ai papà di Bologna", il sindaco di Bologna Virginio Merola ribadisce la sua posizione in difesa del sostegno del Comune alle scuole paritarie: è il modello integrato ”che permette di avere qualità educativa diffusa e di non lasciare a casa i bambini quando i tagli del governo diventano insostenibili”. E’ questa ”per noi la scuola pubblica, non un’altra che non c’è. Una cosa va detta chiara: il Comune è orgoglioso delle sue scuole e del sistema integrato che mette in relazione scuole comunali, statali e paritarie private”, spiega Merola, sottolineando che ”noi non siamo costretti a sostenere con un milione di euro le scuole statali” e ”non siamo costretti a dare un milione di euro alle scuole paritarie private”, ma ”lo facciamo perché lo riteniamo giusto”.

Noi, conclude il primo cittadino, ”siamo per un’educazione affettuosa affidata ai principi che abbiamo creato tanti anni fa. Siamo orgogliosi di ciò che facciamo, per questo andate a votare il 26 maggio. Per questo vi invito a votare B: mamme e papà di Bologna, scegliete voi”.

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