Il Movimento 5 Stelle è il partito più votato da giovani e docenti, il PDL da pensionati e disoccupati con poca istruzione

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GB – E’ stata condotta una ricerca sulle preferenze di voto degli italiani fondata su quasi 10 mila interviste condotta dall’Italian election network study, con il contributo di varie università e dell’Istituto Cattaneo ed edita da Il Mulino col titolo “Voto amaro, disincanto e crisi economica nelle elezioni 2013”.

GB – E’ stata condotta una ricerca sulle preferenze di voto degli italiani fondata su quasi 10 mila interviste condotta dall’Italian election network study, con il contributo di varie università e dell’Istituto Cattaneo ed edita da Il Mulino col titolo “Voto amaro, disincanto e crisi economica nelle elezioni 2013”.

Il Pd non è più il partito più votato tra gli insegnanti, ha ceduto il posto al M5S scelto dal 28,8 per cento di chi va in cattedra, Pd solo al 20, 5%, terzo Scelta Civica di Monti con il 12,5, Pdl di Berlusconi non segnalato nell’area.

Il M5S è primo anche tra le casalinghe (38,6), incalzato qui dal Pdl secondo con il 29,5, staccato il Pd con il 15 per cento.

Generazione ’68, cioè gli adolescenti negli anni sessanta: qui il Pd è primo con il 29,3, segue Pdl con il 25, M5s solo al 15,5 per cento.

Generazione Berlusconi, cioè i nati tra il 1976 e il 1985: qui in testa M5S con il 35, 5, segue Pdl col 25, segue Pd con il 15,5 per cento.

Pensionati: in testa il Pd con il 35, 3, segue Pdl con il 26,5, segue M5s con 11,7 per cento.

Il Pd è a più 3,9 per cento rispetto al suo dato nazionale tra i “sessantottini”, più 9,9 per cento tra i pensionati, meno 10, 4 tra le casalinghe, meno 4,9 tra gli insegnanti, più undici per cento tra i nati fino al 1975, meno 7,2 per cento nella generazione Berlusconi.

Il M5S è a meno 10 per cento tra i sessantottini, più 20 per cento nella generazione Berlusconi, meno 14 per cento tra i nati fino al 1975, meno 13, 8 tra i pensionati, più 3,3 tra gli insegnati e più 13,1 tra le casalinghe.

Il Pdl è più 3,4 nella generazione ’68, pari nella generazione Berlusconi, più 6,5 nei nati fino al 1975, più 4,9 tra i pensionati, non pervenuto tra gli insegnanti e più 7,9 tra le casalinghe.

Altro dato: Berlusconi ha perso sei milioni di voti, il Pd tre milioni e praticamente nessuno di questi nove milione ha attraversato la frontiera reciproca, hanno scelto l’emigrazione in altro continente (M5s).

Il Movimento 5 Stelle è il preferito dai giovani: il 44.6% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni ha infatti scelto di dare il suo voto al M5S.

Il PD è il partito scelto dai pensionati, mentre i disoccupati scelgono il PDL, che spopola anche tra chi ha solo la licenza elementare e che miete sempre meno consensi man mano che si sale nella scala dell’istruzione sino ad arrivare ad essere tra i meno votati tra chi ha una laurea.

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