Morto Luigi Berlinguer, il mondo della scuola e della politica lo ricorda: “Un’icona dell’istruzione, un vero riformatore”

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Un’icona dell’istruzione. Luigi Berlinguer, figura eminente della scuola italiana, morto ieri all’età di 91 anni, è stato un pilastro nella riforma educativa e nel promuovere l’autonomia scolastica.

Diverse figure di spicco hanno espresso il loro cordoglio. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato ai familiari, scrive: “Sono rimasto dolorosamente colpito dalla scomparsa di Luigi Berlinguer, storico del diritto, docente universitario, parlamentare, ministro della Repubblica che ha legato il suo nome a importanti iniziative e interventi riformatori nel campo della scuola e della ricerca scientifica. Ne ricordo lo stile di grande correttezza istituzionale, la dedizione alla cultura e al mondo accademico, l’alto livello intellettuale”.

Suor Anna Monia Alfieri lo ha descritto come un uomo che ha vissuto l’impegno politico con passione e rispetto. Antonello Giannelli, presidente dell’ANP, ha elogiato Berlinguer per la sua riforma dell’autonomia scolastica e per l’introduzione dello Statuto delle studentesse e degli studenti. Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, ha evidenziato l’importanza di Berlinguer nel mondo del lavoro, sottolineando la sua passione per la politica e l’istruzione. Gianna Fracassi, segretaria della Flc Cgil, sottolinea la sua intelligenza e la competenza sempre messe al servizio del mondo dell’istruzione e della conoscenza.

Cordoglio anche da parte di Paola Frassinetti, sottosegretario all’Istruzione ed al Merito: “Esprimo profondo cordoglio alla famiglia per la scomparsa di Luigi Berlinguer e mi piace ricordarlo per quanto ha fatto per la nostra scuola quando ha ricoperto il ruolo di ministro dell’Istruzione. La sua propensione al dialogo, dote fondamentale nel campo della scuola, ha fatto di lui un Ministro che ha lasciato un’impronta significativa”. 

La capacità di Berlinguer di cercare il dialogo e di rimanere aperto al confronto è stata sottolineata da molti. Nonostante avesse idee chiare, era sempre pronto a rivederle, evidenziando la sua natura di vero riformista.

Valentina Aprea, nel ricordarlo, sottolinea come Berlinguer abbia abbattuto muri ideologici, portando avanti una visione di scuola più moderna e flessibile, vicina ai modelli europei. Pur avendo visioni differenti su molti temi, il rispetto e la stima reciproca tra i due erano evidenti.

Gabriele Toccafondi  lo descrive come un “riformatore vero”. L’autonomia scolastica, la valorizzazione delle scuole sia statali che non statali, l’equità tra licei, tecnici e professionali sono tutte innovazioni riconducibili alla sua visione. Oltre a ciò, Berlinguer ha promosso la cultura scientifica, la musica e l’arte nelle aule scolastiche, rendendo la scuola un luogo di crescita completa per gli studenti.

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