Morto lo scrittore Andrea Camilleri

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Il cuore di Andrea Camilleri ha smesso di battere questa mattina. Lo scrittore si trovava da tempo ricoverato all’ospedale Santo Spirito di Roma.

Le sue condizioni, dal momento del ricovero, erano subito apparse gravi sebbene fossero rimaste stazionarie per molti giorni.

Il padre di Montalbano era stato portato in ospedale il 17 giugno per un arresto cardiaco. Non ha mai ripreso conoscenza.

Nonostante i suoi 93 anni, prima del malore si stava preparando per andare in scena alle Terme di Caracalla il 15 luglio con lo spettacolo della sua autodifesa di Caino. Era solito dire: “Se potessi vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio ‘cunto’, passare tra il pubblico con la coppola in mano”.

Era amato da moltissimi italiani proprio per la sua serie poliziesca. Camilleri, oltre ad essere scrittore è stato anche sceneggiatore, regista, drammaturgo e insegnante. Fra le sue docenze, vanno ricordati i corsi di regia all’Accademia nazionale di arte drammatica.

I suoi primi lavori come regista teatrale sono del 1942, ma è solo nel 1998 che la sua carriera raggiunge livelli di fama. Quattro anni prima ha inizio la serie dedicata al commissario Montalbano con il romanzo edito da Sellerio “La Forma dell’Acqua” che nella serie tv diventa “Il ladro di merendine”.

A interpretare il Commissario, sul piccolo schermo, è da sempre Luca Zingaretti, nonostante le sue caratteristiche non corrispondano perfettamente a quelle dei racconti.

Il personaggio è infatti ispirato al famoso investigatore Pepe Carvalho, in omaggio allo scrittore spagnolo Manuel Vázquez Montalbán.

Tutte le puntate televisive fanno registrare ascolti da record; diventano un vero fenomeno anche le audience alte registrate quando vengono riproposte dalle puntate trasmesse più e più volte nel corso degli anni.

Camilleri è ricordato anche per il suo impegno politico. Di carattere deciso (venne espulso da un collegio vescovile per aver tirato uova contro un crocifisso) si iscrisse al partito Comunista, nonostante il padre – Giuseppe – fosse stato fra coloro che parteciparono alla marcia su Roma. Andrea Camilleri sosteneva che fosse stata proprio la sua appartenenza politica comunista a non farlo assumere in Rai dove fece un concorso nel 1954.

Anche negli anni successivi, Camilleri manifesta il suo pensiero politico apertamente in più occasioni. Nel contesto europeo, nel 2014 appoggiò la lista di Barbara Spinelli a sostegno di Tsipras, ma lo ritirò poco dopo.

L’ultima apparizione in pubblico risale all’11 giugno dello scorso anno, al teatro Greco di Siracusa, quando oramai già cieco, propose il monologo “Conversazioni su Tiresia”, ripercorrendo la vita dell’indovino, mettendola in relazione alla sua cecità.

Proprio questa sua ultima condizione lo affliggeva molto, soprattutto perché sin dai primi disturbi alla vista gli era diventato impossibile leggere: l’attività che aveva amato da sempre.

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