Morte De Mauro, Fedeli: se n’è andato, ma ciò che ha fatto per lingua italiana resterà

di redazione
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Comunicato Miur – La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, esprime “profondo dispiacere” per la scomparsa del professor Tullio De Mauro, linguista di fama internazionale e docente universitario, Ministro della Pubblica Istruzione dal 2000 al 2001, morto oggi all’età di 84 anni.

“De Mauro oggi se n’è andato, ma quello che ha fatto per la lingua e la cultura italiana non passerà. Voglio salutarlo non con un addio, ma con un grazie. Grazie per aver lavorato con passione veramente civile, un aggettivo che molto amava, a contatto con le nuove generazioni; grazie per aver avuto la determinazione di costruire ed esaltare l’identità culturale del nostro Paese; grazie per avere avuto il coraggio di continuare a riformare il nostro sistema d’istruzione per dare respiro alle ambizioni di futuro dei giovani; grazie, infine, per essersi dedicato per decenni all’educazione linguistica di tantissime generazioni di italiane e italiani”.

Fondamentale il suo contributo nello studio della lingua italiana, dalla Storia linguistica dell’Italia unita al Grande dizionario italiano dell’uso. Oltre ad essere stato Ministro della Pubblica Istruzione, era stato componente della cosiddetta Commissione Brocca, istituita nel 1988 per la ristrutturazione dei piani di studio sia del biennio sia, in seguito, del triennio superiore. Durante l’incarico di Ministro, in ideale prosecuzione di quanti lo avevano preceduto, si era occupato attivamente di completare il disegno riformatore sul riordino dei cicli.

“L’eredità di De Mauro – continua Fedeli –  è viva tra gli studenti e i docenti della scuola italiana, nel mondo universitario e in quello della ricerca dove ha apportato contributi assolutamente fondamentali. È viva nella nostra vita di tutti i giorni. È viva e profondamente radicata, perché ormai parte costitutiva del nostro patrimonio culturale. Continueremo a lavorare per mantenerla tale a beneficio delle nuove generazioni, affinché la sua passione e il suo impegno non vengano mai dispersi”.

Roma, 5 gennaio 2017

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