Morta Michela Murgia, scrittrice e voce libera di tante battaglie per i diritti

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Morta a Roma, all’età di 51 anni, la scrittrice Michela Murgia: era malata da tempo e aveva rivelato nei mesi scorsi di essere affetta da un carcinoma renale al quarto stadio.

Proprio negli ultimi mesi aveva deciso di vivere pubblicamente il periodo della sua malattia, continuando a raccontarsi attraverso i suoi canali social. Michela Murgia prima di dedicarsi alla scrittura ha svolto molti mestieri, tra cui l’insegnante di religione nelle scuole. Il romanzo Accabadora vince il premio Dessì, il Super Mondello e il premio Campiello, fu il primo successo letterario. Il suo ultimo libro, “Tre ciotole. Rituali per un anno di crisi”, edito per Mondadori, è entrato subito in vetta alle classifiche dei volumi più venduti.

La sua biografia

Michela Murgia, nata il 3 giugno 1972 a Cabras, è stata l’emblema del talento nascosto che fiorisce nonostante le avversità. Da perito aziendale a telefonista precaria, ha saputo trasformare le sfide quotidiane in una penna potente, esplorando tematiche profonde attraverso la sua scrittura.

La sua carriera ha avuto inizio con “Il mondo deve sapere”, un romanzo tragicomico del 2006 basato sul suo blog. Denunciando l’ambiente teso dei call center, Murgia ha toccato le corde dell’empatia dei suoi lettori. Poco si sarebbe aspettato che, undici anni dopo, quel libro avrebbe calcato le scene teatrali sotto la regia di David Emmer.

Ma questo è stato solo l’inizio. “Accabadora”, uscito nel 2009, ha portato a casa prestigiosi premi come il SuperMondello e il Premio Campiello. Toccare temi come l’eutanasia e l’adozione con la maestria della sua penna ha confermato il suo talento innato.

La sua presenza televisiva, in particolare con “Le Invasioni Barbariche” su Rai2, ha ulteriormente consolidato il suo status di personaggio pubblico. Tuttavia, la sua passione per la scrittura non si è mai affievolita, come dimostrano le numerose opere che ha scritto nel corso degli anni.

Nell’ambito personale, Murgia ha sfidato le convenzioni, incarnando un’espressione unica dell’amore e della famiglia. La sua “famiglia queer”, basata sul “diritto della volontà” piuttosto che sui legami di sangue, ha dimostrato che la famiglia può essere ciò che scegliamo di farne.

La sua recente unione con Lorenzo Terenzi, resa nota attraverso Instagram, è un ulteriore esempio della sua visione non convenzionale della vita e dell’amore. La sua scelta di sposarsi non è stata dettata dalla tradizione, ma dalla necessità e dal desiderio di garantirsi reciprocamente diritti in un momento difficile.

Murgia, tuttavia, non è stata solo scrittrice e personalità televisiva. È stata anche una voce potente nel panorama politico e sociale italiano. Dalla sua candidatura alla presidenza della Regione Sardegna nel 2014, al suo impegno continuo per i diritti delle minoranze e contro la violenza sulle donne, il suo attivismo rimane una parte fondamentale del suo DNA.

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