Monti: su istruzione un’occasione perduta

Di Lalla
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APEF – Sfogliando l’ Agenda per Un Impegno Comune del prof. Monti, farebbe ben sperare l’affermazione che “ far parte di una comunità politica ed economica sempre più integrata comporta vantaggi ma anche responsabilità”, come quella di assumere le priorità strategiche definite in sede europea e le raccomandazioni specifiche che l’Unione europea rivolge ogni anno all’Italia.

APEF – Sfogliando l’ Agenda per Un Impegno Comune del prof. Monti, farebbe ben sperare l’affermazione che “ far parte di una comunità politica ed economica sempre più integrata comporta vantaggi ma anche responsabilità”, come quella di assumere le priorità strategiche definite in sede europea e le raccomandazioni specifiche che l’Unione europea rivolge ogni anno all’Italia.

Andando avanti però, ci si accorge che tutto questo è riferito solo ed esclusivamente alla finanza pubblica e alla politica economica e non alla scuola. Ci si dimentica, infatti, di quanto la Commissione europea (strategie Europa 2020) sostiene a proposito dei sistemi di istruzione. La Commissione sollecita i paesi membri ad investire maggiori risorse nei sistemi di istruzione e di formazione per offrire opportunità di apprendimento permanente a tutti per costituire una forza lavoro specializzata, che risponde alle esigenze della ripresa economica e della produttività e per sancire il progresso della giustizia sociale.

Un compito importante, una sfida per il futuro di ciascun Paese membro da affrontare nonostante il calo dell’attività economica e la pressione della spesa che potrebbe, però, compensare i gravi costi economici dovuti a carenze di competenze.

Dunque, per rafforzare la posizione dell’Italia dentro l’Unione europea non basta sostenere il “multiculturalismo, valorizzare la rete di italiani nel mondo……….. o eliminare gli sprechi e valorizzare gli investimenti produttivi”, è necessario “prendere sul serio l’istruzione per far ripartire il Paese e renderlo più capace di affrontare le sfide globali”.

Gli insegnanti vanno rimotivati, il tasso di abbandono scolastico va ridotto, bisogna completare e rafforzare il sistema di valutazione centrato su INVALSI e INDIRE, occorre un servizio efficiente di orientamento scolastico e professionale. Tutti punti questi ben condivisibili, ma che il professore intende realizzare solo se “ si riduce il costo del debito pubblico e si eliminano spese inutili” e allora, cosa vuol dire prendere sul serio l’istruzione? Forse aumentare le ore di lavoro settimanali degli insegnanti a costo zero, oppure dare un premio economico agli insegnanti che raggiungono i migliori risultati? Il metodo reputazionale del progetto VALORIZZA è stato sonoramente cassato in vari ambiti, ma forse il professore non lo sa…

Ci sembra davvero un’occasione perduta quella di non voler investire nella scuola per accelerare il processo di riqualificazione che diventerebbe per il Paese una strategia e un’opportunità per creare nuovi posti di lavoro. Nelle previsioni delle strategie Europa 2020, infatti, la Commissione europea propone un piano di ripresa economica nel quale, ancora una volta, ribadisce la necessità di adeguare le competenze offerte alla domanda del
mercato del lavoro

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