Il mondo della scuola può ridare consensi al PD? “Mission impossible”

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Coordinamento Scuole Viterbo – Ad una settimana di distanza dal convegno sulla scuola tenutosi a Viterbo, che ha visto la partecipazione di Ferdinando Imposimato,  Presidente Onorario della Suprema Corte di Cassazione, il Pd organizza ora, nel capoluogo della Tuscia, un evento a dir poco faraonico.

Coordinamento Scuole Viterbo – Ad una settimana di distanza dal convegno sulla scuola tenutosi a Viterbo, che ha visto la partecipazione di Ferdinando Imposimato,  Presidente Onorario della Suprema Corte di Cassazione, il Pd organizza ora, nel capoluogo della Tuscia, un evento a dir poco faraonico.

Nel suddetto convegno, Ferdinando Imposimato aveva rilevato dieci punti di incostituzionalità nella riforma “Buona Scuola” ed aveva concluso il suo intervento con le seguenti parole: “…una legge vergognosa[…]. È fatta con i piedi, mi viene la nausea a leggerla, non si capisce niente […] com’è scritta dipende dalla loro ignoranza e un po’ lo hanno fatto apposta. Le leggi più sono astruse, con doppi significati, più c’è possibilità di commettere abusi. ”

Il Partito Democratico ha organizzato un convegno a Viterbo il 18 e il 19 settembre, a cui aderiranno diversi suoi elementi di spicco nazionali e locali e con la partecipazione del Presidente della fondazione Agnelli, nonché membro della commissione cultura della Confindustria, Andrea Gavosto.

In passato, l’Imprenditore ha più volte dichiarato di essere favorevole al fatto che i dirigenti scolastici abbiano più poteri ed autonomia, anche nella gestione delle risorse umane, e che è positivo che si sia aperta la strada alla chiamata diretta dei docenti da parte dei Presidi (che diventeranno così veri e propri datori di lavoro.) Secondo Gavosto, sarebbe positivo estendere l’autonomia degli istituti scolastici, favorire la “scuola del pomeriggio” e incentivare l’alternanza scuola lavoro per gli studenti delle scuole superiori. 

Perché un esponente della confindustria dovrebbe partecipare ad un convegno organizzato per ridare forza e sostegno al partito di governo in forte calo di consensi? 

La legge 107 è una legge oscena, inemendabile, che 
1) cancella le scuole pubbliche dell’infanzia; 
2) porta i dirigenti ad un becero clientelismo nei riguardi di imprese e di politici e gli insegnanti rispetto ai dirigenti (visto che è prevista da parte del preside la chiamata diretta del personale docente e la possibilità di corrispondere uno school bonus ai più “meritevoli”); 
3) prevede un piano di assunzioni assurdo, disposto su tutto il territorio nazionale, che impone ai docenti precari un allontanamento coatto dalle proprie famiglie; 
4) precarizza il lavoro di docenti di ruolo nel momento in cui producono domanda di trasferimento volontaria, per chiedere il legittimo ricongiungimento ai propri affetti, o forzata come nel caso dei perdenti posto; 
5) propone una vergognosa alternanza Scuola lavoro per gli studenti delle scuole superiori fornendo, quindi, manovalanza gratuita alle aziende del territorio che, pertanto, entreranno prepotentemente nella gestione delle risorse delle scuole; 
6) metterà fine alla libertà di insegnamento, sancita dalla Costituzione; 
7) regalerà alle scuole private e paritarie, a dispetto delle politiche di austerity, somme rilevanti, 472.000.000 di euro, a dispetto dell’articolo 3(?) della Costituzione alle quali si aggiungono ulteriori detrazioni fiscali fino a 400 euro ad alunno. 
Le assunzioni che il governo Renzi ha tanto osannato e millantato come la più grande manovra di stabilizzazione dei precari sono un atto dovuto in base alla sentenza della Corte di Giustizia Europea del 26 nov. 2014 che ha riconosciuto ai precari il diritto ad essere assunti.

Il PD è lo stesso partito che ha voluto a tutti i costi la riforma della scuola, ignorando e osteggiando ogni forma di protesta portata avanti per più di un anno da parte del mondo della scuola con la speranza di frenare ed impedire che il DDL diventasse legge a tutti gli effetti. A causa della riforma della scuola il partito democratico ha perso larghi consensi non solo da parte dei docenti e del personale ATA, ma anche da parte di genitori e studenti.

Ora organizza a Viterbo un convegno con tavoli di lavoro multitematici, tra cui anche quello sulla scuola, per confrontarsi con i sindacati  e gli insegnanti di ogni ordine e grado. Con tale iniziativa, probabilmente, il partito di Renzi vuole riconquistare i consensi che ha drammaticamente perso, così come dimostrato con la perdita di 2.000.000 di voti alle ultime elezioni regionali, pur avendo coinvolto solo sette regioni. Inutile nascondere che, a differenza dell’assemblea del 6 settembre a Bologna, che ha visto riunirsi gli stati generali della scuola, dando vita ad un documento discusso, approvato e condiviso da tutti, il convegno del PD sarà semplicemente un tentativo di far passare la riforma “La Buona Scuola” come una riforma democratica e condivisa.

Ognuno di noi sa che nelle più semplici e basilari strategie di comunicazione, il confronto tra le parti avviene prima di ogni decisione. In questo caso il PD sta lavorando al contrario perché, prima ha imposto con la fiducia una riforma non tenendo conto dell'opposizione massiccia del mondo della scuola, mostrando un atteggiamento ottuso, arrogante e sordo ad ogni richiesta e, adesso che tale riforma è legge, cerca il dialogo. 

Il mondo della scuola dice NO a Renzi e al Pd: niente confronto con chi ha distrutto la scuola pubblica statale.

Patrizia Maria Morrone
Serena Cerasetti
Maria Grazia Chetta

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