Molinari: “Se le scuole non ci sono, i ragazzi stanno in strada e non ricevono educazione a sufficienza”

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La crisi educativa in Italia assume contorni sempre più preoccupanti. Un dato che suona come un campanello d’allarme: ogni anno, in Italia, centinaia di scuole chiudono i battenti.

Un fenomeno particolarmente sentito in regioni come la Campania e, ancor più, in centri urbani come Napoli. Il risultato? Un numero crescente di ragazzi che, privi di opportunità educative, si ritrovano per le strade.

L’intervento di Maurizio Molinari, direttore de La Repubblica, a SkyTg24, non poteva essere più tempestivo e incisivo. Ha evidenziato non solo l’urgenza di affrontare la crisi scolastica, ma anche la necessità di rivoluzionare il nostro approccio all’educazione in un mondo sempre più digitale.

La mancanza di strutture scolastiche sul territorio non ha solamente impatti diretti sull’educazione formale. Ha anche conseguenze collaterali, come lacune nell’educazione sessuale e una minore formazione al rispetto del prossimo. E in un mondo in cui l’interazione online è sempre più frequente, queste lacune possono avere effetti particolarmente deleteri.

Da qui l’importanza di rivolgere lo sguardo al mondo digitale. Come sottolinea Molinari, “abbiamo bisogno della codificazione dei diritti digitali”. Se nella realtà fisica i cittadini sono protetti dalle istituzioni e dalle normative vigenti, è fondamentale che simili protezioni siano estese al mondo online. Una sfida che non riguarda solo l’Italia: il Parlamento europeo e la Commissione europea stanno conducendo battaglie avanzate in questo campo, posizionandosi in una posizione di leadership globale, ben al di sopra degli Stati Uniti.

L’Italia ha gli strumenti per combattere la delinquenza online, come la Polizia Postale. Tuttavia, come evidenzia il direttore de La Repubblica, abbiamo un bisogno urgente di normative che prevengano l’uso del digitale come arma per aggredire gli altri.

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