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Modello 730 e CU per stipendi percepiti solo nell’anno di imposta successiva: cosa fare?

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Il disagio degli insegnanti precari che si trovano con gli stipendi dell’anno precedente sulla CU dell’anno successivo per i ritardi dei pagamenti.

Non è raro per chi lavora per la pubblica amministrazione con contratti a termine, ricevere il pagamento delle retribuzioni con forte ritardo. E molto spesso per il lavoro svolto nei mesi conclusivi dell’anno, la retribuzione viene riconosciuta solo con l’anno nuovo. Rispondiamo alla domanda di una nostra lettrice che ci scrive:

Buongiorno,

ho un problema nella compilazione del 730.

Da 3 anni lavoro in qualità di docente supplente presso una scuola primaria, con contratti a termine rinnovati ogni anno.

Nei primi 2 anni si è trattato di un contratto a termine per supplenza annuale (con pagamenti regolari a fine mese), mentre nel 2021-2022 si è trattato di un contratto Covid, rinnovato di 3 mesi in 3 mesi, con pagamenti sempre in forte ritardo.

Quindi nel 2121 ho percepito uno stipendio per contratto a termine da gennaio a giugno, mentre nei mesi di ottobre-dicembre ho avuto un contratto Covid, con pagamento nel gennaio 2022.

Ora, compilando il 730, vedo che nella CU relativa all’anno scorso sono indicati solo i redditi percepiti nei mesi gennaio-giugno 2021: immagino sia perché gli stipendi dei mesi ottobre-dicembre sono stati pagati in ritardo nel 2022.

Significa che tali redditi andranno a sommarsi a quelli del 2022?

Inoltre in questo modo non vengono conteggiati i giorni di lavoro dipendente di ottobre-dicembre ai fini del calcolo dello sgravio fiscale.

Questo comporta una duplice penalizzazione dal punto di vista fiscale.

Come procedere per evitare che alla beffa (gli stipendi covid pagati con molto ritardo) si aggiunga il danno (penalizzazione fiscale)?

Grazie

Modello 730 e retribuzioni in ritardo

La dichiarazione dei redditi con il modello 730 si riferisce al reddito che il contribuente ha ricevuto nell’anno di imposta di riferimento. La dichiarazione 2022, quindi, è riferita a quanto percepito, per cassa, nel 2021. I redditi, anche se riferiti a prestazioni lavorative del 2021, percepiti nel 2022 andranno dichiarati nel 2023.

Le CU 2021, infatti, contengono solo i redditi incassati entro il 12 gennaio 2022. Solo se pagati entro tale data, infatti, gli stipendi potranno essere considerati , dal punto di vista fiscale, percepiti nell’anno precedente. Si tratta del principio di cassa allargato previsti dall’articolo 51 del TUIR.

Ma cosa accade agli stipendi di mesi lavorati nel 2021 e pagati dopo il 12 gennaio 2022? Non sono più imputabili all’anno di imposta 2021 ma rientreranno nella Certificazione Unica del 2023 per redditi percepiti nel 2022. Per evitare che questi redditi, poi, si sommino a quelli realmente lavorati e percepiti nel corso del 2022, sono soggetti ad una tassazione separata (articolo 17, comma 1, lettera B del TUIR).

Come lei, giustamente, fa notare su questi stipendi viene applicata una tassazione priva delle detrazioni fiscali spettanti sia da lavoro che per eventuali carichi familiari. Ma va sottolineato che quella operata dal sostituto di imposta è, comunque,  una tassazione a titolo provvisorio visto che, in teoria, l’Agenzia delle Entrate dovrebbe provvedere entro i successivi 3 anni a ricalcolare la tassazione reale e liquidare l’imposta dovuta. E se spettano, deve essere consentito al lavoratore, di recuperare eventuali rimborsi spettanti in sede di conguaglio fiscale.

Purtroppo non c’è un modo diverso di procedere perchè la dichiarazione dei redditi deve attenersi a quanto riportato sulla CU rilasciata dal datore di lavoro.

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