Moccia: perché i prof non vogliono sottoporsi a tampone? Dovrebbero essere esempio per i giovani

“In era Covid gli amori e la vita normale dei liceali a scuola saranno a rischio. I giovani stessi sono a rischio. Siamo tutti inevitabilmente condizionati da quello che sta accadendo. Ma i ragazzi hanno un pericoloso delirio di onnipotenza, per carità, naturale alla loro età.

Se pensiamo che ai tempi nostri andavamo in motorino senza caschi! Ma il compito di noi adulti è quello di imporre loro le regole di distanziamento e le mascherine, ripetendole fino all’ossessione. Anche se i ragazzi in età adolescenziale, lo sappiamo, appena girato l’angolo faranno come vorranno e baceranno anche le sconosciute al buio“. A dirlo Federico Moccia, scrittore, regista e sceneggiatore, intervistato dall’Ansa.

Moccia parla poi di sé: “Io ho due figli di 8 e 10 anni ancora gestibili. Hanno vissuto la scuola come tutti normalmente fino a marzo. Poi il lockdown, senza poter più stare insieme ai compagni di classe e giocare all’aperto”. “Quello che adesso non capisco – aggiunge -, è la polemica sollevata dai professori proprio a pochi giorni dalla riapertura delle scuole. Perché non vogliono sottoporsi ai tamponi come tutti? Noi anche in vacanza ci siamo sottoposti ai rilevi delle temperature e abbiamo indossato le mascherine al ristorante fino a che non eravamo seduti a tavola. Tutti all’Argentario dov’ero in ferie mantenevano le distanze di sicurezza. Noi adulti dobbiamo imporre le regole e dare l’esempio per primi“.

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