Mobilità vincolo quinquennale sostegno, Anief: valido servizio preruolo. Sentenza

di redazione
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Comunicato Anief – La sentenza emessa dal Tribunale del Lavoro ragusano dà piena soddisfazione ai legali Anief Fabio Ganci, Walter Miceli e Giovanni Francesco Fidone riconoscendo l’illegittimità del CCNI sulla mobilità nella parte in cui non computa il servizio a tempo determinato svolto su sostegno ai fini della possibilità di trasferirsi da posto di sostegno a posto comune raggiungendo il quinquennio obbligatorio di permanenza sul sostegno.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Le vittorie ottenute in tribunale dal nostro sindacato evidenziano come anche il contenuto della contrattazione integrativa sulla mobilità sia discriminatorio anche in relazione al mancato computo del servizio a termine ai fini del superamento dell’obbligatorio quinquennio di permanenza su posto di sostegno. È sempre bene ricordare che secondo la giurisprudenza europea, lo Stato italiano ha il dovere di vigilare sull’applicazione della parità di trattamento tra servizi con contratti a termine e servizio di ruolo ed è paradossale che proprio la Pubblica Amministrazione continui a perpetrare questa illegittima discriminazione”.

Anief ricorda che è ancora possibile aderire ai ricorsi per la Mobilità 2018/2019 per quanti hanno dichiarato i titoli e i servizi utili nella domanda di trasferimento/passaggio di ruolo.

Il ricorso proposto dall’Anief, che lamentava il mancato ottenimento da parte di una docente del trasferimento da posto di sostegno a posto comune perché non le veniva riconosciuto dal Miur il servizio su sostegno svolto con contratti a tempo determinato, è stato accolto in toto dal tribunale siciliano. Il giudice ragusano ha annullato, infatti, la disciplina presente nella contrattazione integrativa nella parte in cui si considerano “ai fini del superamento del predetto vincolo quinquennale, unicamente gli anni successivi all’immissione in ruolo”. Questa disciplina, come correttamente rilevato in udienza dai nostri legali, appare in aperto contrasto con la normativa europea che vieta qualsiasi discriminazione tra servizio a tempo determinato e servizio a tempo indeterminato. Il Giudice del Lavoro, dunque, disapplica il CCNI e i decreti ministeriali confliggenti con le direttive eurounitarie “nella parte in cui non tengono conto, ai fini del superamento del vincolo quinquennale sul posto di sostegno, degli anni di insegnamento prestato dalla ricorrente come docente precaria” e dichiara “che il MIUR è tenuto ad emanare tutti gli atti necessari a consentire alla ricorrente la partecipazione alle procedure di mobilità per il trasferimento su posto comune” condannando l’Amministrazione a rifondere le spese processuali, liquidate in complessivi € 1650 oltre rimborso spese generali, IVA e CPA come per legge.

“Non tenere in considerazione gli anni svolti con contratti a termine per il superamento del quinquennio obbligatorio di permanenza su posto di sostegno – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – va contro il principio di non discriminazione previsto dalla normativa comunitaria. È inaccettabile che lo Stato italiano ponga ancora in essere questa e altre disparità di trattamento tra il servizio svolto da precario e il servizio svolto con contratto a tempo indeterminato. In quanto sindacato rappresentativo, adesso, proporremo sostanziali modifiche anche sulla contrattazione riguardante la mobilità, per poter tutelare i diritti dei lavoratori della scuola e dare il giusto riconoscimento al servizio svolto da precario anche per quanto riguarda la composizione delle graduatorie interne d’istituto e la mobilità d’ufficio”. L’Anief ricorda che è ancora possibile aderire ai ricorsi Anief per la Mobilità 2018/2019 per quanti hanno dichiarato i titoli e i servizi utili ai fini del contenzioso nella domanda di trasferimento/passaggio di ruolo.

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25 luglio 2018

Ufficio Stampa Anief

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