Mobilità: vale il servizio nelle paritarie. Giudice dà ragione all’Anief, trasferisce i docenti e condanna il Miur a pagare 6mila euro

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Anief – Il Giudice del Lavoro di Forlì dà piena ragione ai legali Anief Fabio Ganci, Walter Miceli, Tiziana Sponga e Antonio Salerno e in due sentenze, di identico tenore, ribadisce l’illegittima del contratto sulla mobilità.

Scrivono i giudici “Non possono residuare dubbi, quindi, circa l’illegittimità, con riguardo alle molteplici disposizioni normative sopra richiamate in materia di parità scolastica, della contestata disposizione di C.C.N.I. che esclude qualsiasi attribuzione di punteggio, in sede di mobilità, per il servizio d’insegnamento svolto negli istituti paritari; peraltro, diversamente opinando si perverrebbe ad una interpretazione della vigente normativa senz’altro contraria ai principi di eguaglianza e d’imparzialità della p.a. (artt.3 e 97 Cost.), non essendovi ragione per discriminare, sia in sede di mobilità che ai fini della ricostruzione di carriera, tra servizi aventi per legge la medesima dignità e le medesime caratteristiche”.

Le due sentenze di pieno accoglimento non mancano di evidenziare che, ai sensi della normativa vigente, “detta disposizione di cui alle “Note comuni” allegata al CCNI per la mobilità, nella parte in cui dispone che “Il servizio prestato nelle scuole paritarie non è valutabile” deve essere disapplicata” e accertano il diritto di altre due docenti al riconoscimento del servizio svolto nelle scuole paritarie e alla valutazione dello stesso nelle operazioni di mobilità. Miur, soccombente, condannato all’immediata rettifica dei trasferimenti e al pagamento di un totale di 6mila Euro oltre spese generali, IVA e CPA come per legge.

“La contrattazione non può violare disposizioni di legge – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – e il mancato riconoscimento del servizio nelle scuole paritarie nei trasferimenti è da considerare illegittimo proprio perché in contrasto con la normativa vigente sulla parità scolastica.

Con queste vittorie aggiungiamo un nuovo successo alla nostra battaglia. Con la rappresentatività chiederemo la modifica delle disposizioni contrattuali che violano palesemente le leggi dello Stato. Ma il CCNI che regola la mobilità per il prossimo anno è già stato confermato con l’accordo dei sindacati già rappresentativi e contiene le medesime illegittimità che da anni segnaliamo, come quella della diversa valutazione del servizio preruolo nelle graduatorie interne d’istituto o il mancato computo del precariato per raggiungere il quinquennio di permanenza sul sostegno. Ci faremo noi, come sempre, portavoce dei diritti dei lavoratori della scuola non appena approderemo ai tavoli della trattativa”

Di mobilità, diritti dei lavoratori e riforma del contratto integrativo si parlerà anche nei nuovi seminari di formazione gratuiti sulla legislazione scolastica dal titolo “DIES IURIS LEGISQUE”, organizzati da ANIEF ed EUROSOFIA, con focus sui contratti integrativi, sulle nuove norme scolastiche introdotte dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205, sull’organizzazione dell’orario di lavoro e sulla contrattazione, a cui sono invitati tutti i docenti e gli ATA, e tutti i candidati RSU.

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