Mobilità: vale il servizio nelle paritarie. Anief ricorre per farlo valere anche nella ricostruzione di carriera

di redazione
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Anief – Continua la lunga serie di ordinanze favorevoli ottenute dall’Anief sul diritto al riconoscimento del punteggio nelle operazioni di mobilità per il servizio svolto nelle scuole paritarie. 

Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Simona Fabbrini fanno centro anche presso il Tribunale del Lavoro di Livorno ottenendo in favore di un nostro iscritto la condanna del MIUR a “valutare, nella graduatoria per la mobilità a.s. 2016/17 e seguenti, il servizio di insegnamento svolto dal ricorrente in istituto scolastico paritario” con l’attribuzione del relativo punteggio.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Il mancato riconoscimento del servizio svolto nelle scuole paritarie viola la normativa primaria di riferimento che impone di valutarlo “nella stessa misura prevista per il servizio prestato nelle scuole statali”. Questo vale sia per le operazioni di mobilità, sia per le graduatorie interne d’istituto sia, soprattutto, ai fini della ricostruzione di carriera per cui l’Anief ha già attivato uno specifico ricorso per sistemare questa ulteriore ‘stortura’ posta in essere illegittimamente dal MIUR”.

Ancora una volta, dunque, MIUR soccombente contro le ragioni sostenute dai legali Anief con un’ordinanza, chiara e lineare, che ritiene illegittimo il CCNI sottoscritto per la mobilità, evidenziando come le disposizioni in esso contenute “non possono autorizzare, in quanto in contrasto con le disposizioni di legge, una lettura che finirebbe per disapplicare la equiparazione dei servizi pre-ruolo normativamente canonizzata” e specificando a chiare lettere che “diversamente opinando, d’altronde, si perverrebbe ad una interpretazione della vigente normativa senz’altro contraria ai principi di eguaglianza e d’imparzialità della p.a. (artt.3 e 97 Cost.), non essendovi ragione per discriminare, sia in sede di formazione di graduatorie che ai fini della mobilità, tra servizi aventi per legge la medesima dignità e le medesime caratteristiche”.

“Il mancato riconoscimento del servizio svolto nelle scuole paritarie – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – viola la normativa primaria di riferimento che impone di valutarlo “nella stessa misura prevista per il servizio prestato nelle scuole statali”.

Questo vale sia per le operazioni di mobilità, sia per le graduatorie interne d’istituto sia, soprattutto, ai fini della ricostruzione di carriera per cui l’Anief ha già attivato uno specifico ricorso per sistemare questa ulteriore ‘stortura’ posta in essere da sempre, ma in modo completamente illegittimo, dal MIUR”.

L’Anief ha già avviato centinaia di ricorsi che saranno discussi nei prossimi mesi e ricorda ai tanti docenti di ruolo che hanno prestato servizio negli istituti paritari di dichiarare esplicitamente tale servizio nella domanda di ricostruzione di carriera da presentare presso la scuola di titolarità entro il prossimo 31 dicembre e di aderire al ricorso per ottenerne il giusto riconoscimento anche ai fini della carriera.

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