Mobilità. ULMScuola chiede la revisione delle aliquote destinate ai trasferimenti

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ULMScuola – L’Associazione Sindacale ULMScuola, insoddisfatta dai resoconti dell’esito dell’incontro svoltosi lo scorso 28 novembre tra MIUR e O.O.S.S. rappresentative per la stesura del nuovo CCNI mobilità e che ha, sostanzialmente, sancito la proroga tout-court del CCNI 2017/2018 anche per il 2018/2019, ha deciso di inoltrare ai soggetti suindicati che si incontreranno ancora il 04 dicembre p.v., formale istanza di revisione delle aliquote destinate alla mobilità interprovinciale che, allo stato attuale (se venissero appunto confermate quelle dello scorso anno), sono da ritenersi insoddisfacenti per tentare di sanare la situazione di quei docenti del Sud (ante e post legem 107/2015) che, pur in presenza di migliaia di posti disponibili in tutto il Mezzogiorno, sono costretti a lavorare a centinaia e centinaia di km da casa.

La ULMScuola è stata l’unica associazione sindacale di categoria ad aver manifestato, lo scorso 22 agosto, insieme ai cosiddetti “docenti immobilizzati” a Napoli, a manifestare davanti all’USR Campania, per sensibilizzare le istituzioni scolastiche regionali sulla loro situazione, cui si aggiungeva la beffa della impossibilità di ottenere, seppure solo dopo aver accantonato i posti spettanti ai docenti provvisti del titolo specifico, precari compresi, l’assegnazione provvisoria sui posti di sostegno senza titolo di specializzazione, come invece accadde per il 2016/2017.

Ebbene, noi della ULMScuola, ribadiamo che un innalzamento non solo sia possibile in questa fase della trattativa ma che sia doveroso chiederlo in rispetto di quei docenti che stanno pagando un dazio enorme dalla entrata in vigore della cosiddetta “Buona Scuola”. Si può fare, basta volerlo! Ed è per questo che abbiamo ufficialmente chiesto a MIUR e sindacati rappresentativi di raggiungere un accordo per la revisione delle aliquote secondo la nostra proposta ovvero, per il 50% alla mobilità territoriale interprovinciale, per il 10% alla mobilità professionale e per il restante 40% alle nuove assunzioni. Una proposta sensata e possibile da realizzare, senza ledere il diritto di nessuna delle parti in causa e che, ne siamo certi, aiuterebbe migliaia di professoresse e professori a ritornare nella propria Terra di origine.

Inoltre, abbiamo anche chiesto l’aumento del numero di scuole da indicare per il trasferimento su sede da portare ad almeno il 50% delle preferenze esprimibili, e la reintroduzione della fase comunale per i trasferimenti.

La ULMScuola, pur non essendo un’associazione di categoria rappresentativa si batterà in tutte le sedi competenti per portare avanti e sostenere le istanze di tutti i docenti che le daranno fiducia e sostegno.

Ennio Ecuba Associazione Sindacale ULMScuola
Il Segretario Nazionale

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