Dirigenti Scolastici, senza mobilità straordinaria tra tre anni ci sarà un terremoto. Lettera

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Inviato da Manuela Morosin – Ritengo sia arrivato il momento di stemperare i toni e mettere in chiaro pensieri e posizioni.

La richiesta di una mobilità non vincolata alla triennalità del contratto sostenuta dai dirigenti scolastici che si sono visti assegnare ad una regione lontana, talvolta lontanissima da quella di appartenenza, ha scatenato una guerra di tutti contro tutti, ma questo non era certo nelle intenzioni né negli obiettivi dei firmatari del documento redatto a tal fine.

E’ spiacevole vedere come associazioni stiano soffiando su ciò e ritengo che questo sia controproducente per tutti, in primis per loro.

Il continuo richiamo alle “REGOLE STABILITE” è buffo e quanto mai bizzarro se si pensa che, a fronte di tale richiamo, poi si sostengono le posizioni di chi con il punteggio di 60 alla preselettiva ha potuto svolgere le altre prove; di chi sta cercando di ottenere l’idoneità senza averle superate; di chi ha avuto il privilegio della riserva dei posti nella propria regione (Campania e Sicilia) a due passi da casa e magari nemmeno vincitore di concorso; di chi è fuori dalla quota 2900 stabilita dalle regole.

Per questi ultimi ritengo, e non può non essere pensiero comune e condiviso, che non dovrà mai esserci alcun dubbio sulla necessità e sulla giustizia che vengano assunti e non depennati, perché TUTTI gli idonei hanno superato le prove concorsuali, hanno conseguito lo stesso titolo che deve avere la stessa validità.

Chi chiede la mobilità svincolata dalla triennalità del contratto non vuole far guerra a nessuno, se non ad un sistema di assegnazione che ha creato innumerevoli disagi e problemi e che, nonostante fosse già stato sperimentato qualche anno fa con i docenti e si fosse rivelato un fallimento, non solo è stato riproposto, ma nessuna associazione ha pensato di ostacolare.

Ritengo da ultimo che la richiesta di una mobilità svincolata dalla triennalità, visto il guazzabuglio che è stato creato, possa progressivamente ed in modo più indolore creare stabilità al sistema scolastico, che altrimenti tra tre anni si troverebbe a dover affrontare un enorme terremoto, e possa essere utile a tutti, anche a chi verrà assorbito successivamente, perché il magico algoritmo potrebbe essere fatale anche a molti di loro.

Il pasticcio è stato fatto, bisogna cercare di limitarne i danni. Non è onorevole soffiare sul fuoco o praticare il dividi et impera perché poi se le regole non devono essere cambiate, non devono esserlo per nessuno e questo potrebbe produrre un danno comune.

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