Mobilità straordinaria per neoassunti da DM 631 (GRAME 2018). Lettera

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Inviata da Luca Gallo – Non vogliamo bonus affitti, vogliamo poterci avvicinare a casa, dopo una vita passata lontano dalle nostre famiglie e dalla possibilità di poter finalmente pianificare un minimo la nostra vita.

Non è possibile ancora pensare di pagare affitti lontano da casa a fondo perduto e contemporaneamente pensare di pagare un mutuo, per l’acquisto di una casa, soprattutto alla luce dei magri stipendi riservati ai docenti italiani. Alla soglia dei cinquant’anni, delle due l’una, ci deve essere garantito il diritto di poter vivere in modo dignitoso vicino alle nostre famiglie.

Un plauso va a Giorgio Belli dell’Isca che ha evidenziato in maniera chiara e analitica quelle che sono tutte le storture del vincolo quinquennale applicato ai docenti delle superiori neoimmessi in ruolo da grame 2018 nell’anno scolastico 2019-20.

Va ricordato anche l’ulteriore beffa dei docenti immessi in ruolo da grame 2018 in base al DM 631, che lasciava una scelta misera di posti rimasti in tutta la regione di riferimento dei posti residuali del contingente dell’ anno scolastico precedente, per cui la “scelta” della prima sede di assegnazione in alcuni casi è avvenuta a centinaia di km dalla propria residenza, creando i soliti problemi legati a trovare un affitto conveniente e conciliare gli affetti che inevitabilmente per l’ennesima volta vengono per forza di cose accantonati per diversi mesi l’anno.

Ma vabbè, si sa, quando il lavoro chiama bisogna rispondere, anche se ci sono stati casi di rinunce, c’è chi ha scelto in modo definitivo il diritto alla famiglia non potendo più conciliare le due cose, tanti altri speravano che sarebbe stato un’ altro anno di sacrifici, che sarà mai dopo 15- 20 anni di supplenze lontano da casa, ma poi la legge di bilancio del 31 dicembre 2018, in modo retroattivo, ha sconvolto ancora una volta la vita di migliaia di lavoratori, tutti docenti abilitati, che hanno dato tanto alla scuola negli anni quando il precariato non era nemmeno considerata un emergenza sociale a cui porre rimedio, ma una semplice questione fisiologica interna al sistema scolastico.

E’ arrivato il momento di dire BASTA, il bando del concorso 2018 non contemplava minimamente tale vincolo quinquennale, i sindacati devono farsi sentire, grande fiducia si ripone nell’Anief, divenuto da poco sindacato rappresentativo a livello nazionale.

In sintesi, deve essere prevista una deroga a tale vincolo, ossia per quest’anno la possibilità di una mobilità straordinaria per i neoimmessi in ruolo da grame 2018, i posti per i trasferimenti ci sono, anche alla luce di quota 100, ci deve essere garantita la possibilità di poter scegliere una sede più comoda rispetto alla propria residenza, questo assolutamente prima delle nuove immissioni in ruolo previste con i nuovi concorsi, altrimenti tornare a casa diventerà praticamente impossibile, ledendo in modo definitivo quel diritto irrinunciabile e sacrosanto di conciliare il diritto al lavoro con il diritto alla famiglia con tutto ciò che comporta.

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