Mobilità, Bianchi: “Quest’anno 87 mila domande e 47 mila soddisfatte. Con il decreto sostegni bis ridotto vincolo di permanenza da 5 a 3 anni” [VIDEO]

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Mobilità straordinaria e riapertura delle scuole. Sono questi i temi del Question Time al Senato con il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. 

Il Ministro ricorda “che ai sensi dell’articolo 6 del Contratto collettivo nazionale integrativo – triennio 2019/2022 – le operazioni di mobilità territoriale e professionale si articolano in varie fasi e che lo stesso contratto all’articolo 8 disciplina la disponibilità dei posti ai fini della mobilità, ricordo che per l’anno scolastico 2021/2022, ferma restando la riserva del 50% per le immissioni in ruolo, la parte restante dei posti è stata destinata per metà alla mobilità territoriale e per l’altra alla mobilità professionale”.

Bianchi si dice d’accordo “rispetto all’esigenza avvertita anche dal Ministero di acquisire tempestivamente i dati sulle cessazioni dal servizio che costituiscono il presupposto per poter avviare correttamente le procedure di avvio dell’anno scolastico tra cui quelle di mobilità. A tal fine, l’amministrazione opera in costante raccordo con l’INPS: il termine per l’accertamento del diritto al trattamento pensionistico è condiviso con l’istituto previdenziale e indicato nella circolare dei pensionamenti. Tale data è tenuta in considerazione per la predisposizione dell’ordinanza ministeriale sui trasferimenti che dispone la chiusura delle funzionalità del SIDI per l’elaborazione delle domande di mobilità solo dopo l’avvenuto passaggio dei flussi informatici sulla certificazione dei pensionamenti da parte dell’INPS“.

Tuttavia, come Lei ben sa, precisa il Ministro, le criticità da lei segnalate non discendono tanto da questo fattore, pur rilevante, quanto piuttosto dal tradizionale disallineamento, a livello territoriale, tra posti vacanti e disponibili e le sedi di residenza dei nostri insegnanti“.

“Per concorrere a soddisfare le istanze di molti docenti, continua il Ministro, il Governo ha voluto dare una prima significativa risposta con l’articolo 58 del decreto “sostegni bis” che, modificando l’articolo 399 del testo unico in materia di istruzione e l’articolo 13 del decreto legislativo 59 del 2017, ha ridotto da cinque a tre anni il vincolo di permanenza dei docenti neoassunti sulla sede di prima assegnazione”.

Dunque secondo Bianchi “la nuova previsione tiene in equilibrio l’esigenza di garantire la continuità didattica della comunità educante e nello stesso tempo soddisfa le legittime aspettative dei docenti ad avvicinarsi ai territori di origine. Di fatto, Senatrice, si rende necessario garantire un equo contemperamento tra esigenze contrapposte: da un lato le legittime aspirazioni dei docenti, come da lei rappresentante, dall’altro la necessità di assicurare adeguata stabilità agli organici così da migliorare la qualità della didattica attraverso la continuità, ciò proprio nell’interesse dei nostri studenti“.

Il Ministro ha poi fornito i numeri della mobilità 2021: “per l’anno 2021/2022, a fronte di 87.454 domande di mobilità, quelle soddisfatte a livello nazionale sono state 47.230, pari al 60,4% del totale dei docenti che hanno partecipato alla procedura ordinaria. Nel dettaglio, sono state accolte 40.786 domande di mobilità territoriale, per un totale di quasi 7.000 spostamenti di fuori regione”,  ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi rispondendo alla senatrice Tiziana Drago, esponente di Fratelli d’Italia.

Ecco i testi delle due interrogazioni presentate, rispettivamente, da Fratelli d’Italia e dalla Lega.

INTERROGAZIONE SULLA MOBILITÀ INTERPROVINCIALE DEI DOCENTI DI RUOLO

(3-02707) (14 luglio 2021)

DRAGOCIRIANI – Al Ministro dell’istruzione – Premesso che:

da anni tra 9.000 e 13.000 docenti di ruolo, secondo quanto si apprende incrociando i dati ISTAT e del contratto collettivo nazionale integrativo, presentano domanda di trasferimento interprovinciale, che permetta loro di rientrare o avvicinarsi alla sede di provenienza;

solo una minima percentuale di queste domande viene soddisfatta a causa di un meccanismo poco chiaro e poco efficiente di assegnazione;

numerose sono le criticità in parte riferibili al contratto collettivo integrativo concernente la mobilità del personale docente, educativo, tecnico, amministrativo e ausiliario per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022;

sono state depositate in Senato e presso il Parlamento europeo petizioni volte a richiedere riaperture del contratto integrativo e l’attuazione di “mobilità straordinaria”, in quanto la situazione ad oggi appare penalizzante su specifiche fasce di questa categoria professionale;

la difficoltà di rientrare nelle sedi di provenienza penalizza non solo, ma soprattutto, le donne e le famiglie dei docenti, costrette ad una vita condizionata dal lavoro fuori sede;

ulteriori evidenti criticità derivano dai metodi di lavorazione delle pratiche di pensionamento del personale docente: il flusso di informazioni che dovrebbe avvenire tra SIDI (sistema informatizzato del Ministero) e l’INPS, secondo un ordine di priorità e tenendo conto dell’effettiva disponibilità dei posti destinati alla mobilità, avviene non rispettando una cronologia logica e consequenziale, tanto che l’INPS dovrebbe riuscire a comunicare al Ministero i dati riferiti ai pensionamenti del personale docente in anticipo rispetto alla scadenza della presentazione delle domande di mobilità e conseguentemente prima che il SIDI venga chiuso. Ciò non avviene, in quanto le pratiche dei pensionamenti vanno lavorate successivamente alla presentazione della domanda di mobilità;

considerato che:

il diritto alla mobilità dei docenti di ruolo ha carattere di priorità come sancito nel testo unico dell’istruzione, di cui al decreto legislativo n. 297 del 1994, che all’art. 470, comma 1, così recita “specifici accordi contrattuali tra le organizzazioni sindacali ed il Ministero della pubblica istruzione definiscono tempi e modalità (…) per il superamento della ripartizione tra posti riservati alla mobilità da fuori provincia e quelli riservati alle immissioni in ruolo, in modo che queste ultime siano effettuate sui posti residui che rimangono vacanti e disponibili dopo il completamento delle operazioni relative alla mobilità professionale e territoriale in ciascun anno scolastico”;

risulterebbe non esser applicato in tutto il territorio italiano quanto indicato nella circolare del ministeriale n. 36103 del 13 novembre 2020, che prevede che “Gli ambiti territoriali provinciali del MI o le Istituzioni scolastiche dovranno utilizzare, l’applicativo nuova Passweb, che è lo strumento di scambio di dati fra l’Istituto e le pubbliche amministrazioni”,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione in cui versano i docenti fuori sede e quali iniziative urgenti intenda adottare per porvi rimedio, anche adoperandosi di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, affinché gli esiti delle procedure di pensionamento vengano trasmesse in tempo utile per permettere adeguata risposta alle domande di trasferimento dei docenti di ruolo.

INTERROGAZIONE SULLA RIAPERTURA DELLE SCUOLE IN SICUREZZA PER IL NUOVO ANNO 2021/2022

(3-02710) (14 luglio 2021)

ROMEOSAPONARAPITTONIALESSANDRINIPELLEGRINI Emanuele – Al Ministro dell’istruzione – Premesso che:

l’anno 2021/2022 sarà il terzo anno scolastico della pandemia COVID-19 e in vista della riapertura delle scuole è di fondamentale importanza assicurare a tutti gli studenti di ogni ordine e grado le lezioni in presenza e in sicurezza;

il Governo negli ultimi provvedimenti varati ha stanziato risorse per la sicurezza nelle scuole, ma non è ancora chiaro come intenda affrontare tutti quei nodi ancora irrisolti per tentare di garantirla, quali: il tracciamento dei contagi, il trasporto pubblico, l’aerazione dei locali;

il comitato tecnico scientifico (CTS) ha espresso timori circa il ritorno in classe a settembre 2021, vista la recrudescenza del virus con variante “Delta”, perciò ancora una volta assume una particolare importanza il tema del monitoraggio e del tracciamento del virus. Dopo un anno, da quando, a ridosso della riapertura delle scuole, si parlava di tamponi, trasporti, di programmazione della DAD, specie per gli alunni delle superiori, la situazione non sembra molto cambiata. I tamponi salivari, ad esempio, ideali soprattutto per i più piccoli, data la loro scarsa invasività, sono stati autorizzati dopo una lunga fase di attesa, ma poi le amministrazioni locali hanno proceduto in ordine sparso senza indicazioni precise, anche in merito alla loro necessaria gratuità;

a circa 40 giorni dall’inizio delle scuole ancora non si conosce nulla del piano trasporti pubblici: quale sarà la capienza massima, se ci saranno fasce orarie e se saranno potenziati;

in merito poi alla sanificazione degli ambienti, la sola indicazione di aprire le finestre non offre adeguate garanzie, mentre oggi la tecnologia offre soluzioni all’avanguardia per la sanificazione dell’aria; inoltre esistono impianti di aerazione all’avanguardia, che non filtrano l’aria presente negli ambienti per poi rimetterla in circolo, ma che la espellono prendendola pulita dall’esterno, senza mai mescolare l’aria in uscita con quella in entrata, la cui temperatura e umidità vengono mantenute a livelli ottimali;

negli ultimi giorni sono circolate sui media allarmanti notizie circa l’intenzione del Governo di permettere la presenza a scuola unicamente agli studenti vaccinati; questo, oltre ad essere palesemente incostituzionale, perché lesivo del diritto allo studio, attuerebbe una sostanziale discriminazione tra studenti vaccinati e non, aspetto assolutamente da scongiurare;

ad oggi la questione degli effetti collaterali non risulta ancora sufficientemente chiarita. In particolare, i test di fase 2 della Pfizer-Biontech hanno coinvolto poco più di 2.000 bambini, un campione molto ristretto al fine di determinare con precisione gli effetti collaterali rari o tardivi,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo stia predisponendo il piano per la ripartenza delle scuole in sicurezza, con particolare attenzione al tracciamento dei contagi, al potenziamento del trasporto pubblico e alla salvaguardia della qualità dell’aria, per attuare una reale azione di prevenzione del contagio nelle scuole e quando intenda comunicarlo al Parlamento, visto l’approssimarsi dell’inizio dell’anno scolastico 2021/2022.

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