Mobilità: il servizio nelle scuole paritarie va valutato

di redazione
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Anief – Nessun dubbio per i Tribunali del Lavoro di Mantova e Padova che accolgono i ricorsi Anief patrocinati dagli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Antonio Salerno, Antonio Cardile e Giuseppe Micali sulla questione della mancata valorizzazione nelle operazioni di mobilità del servizio svolto nelle scuole paritarie.

Le ordinanze, chiare e lineari nelle loro determinazioni, hanno nuovamente ribadito come “risulterebbe irragionevole equiparare il servizio reso negli istituti paritari a quello svolto nelle scuole statali ai fini della progressione nelle graduatorie ad esaurimento e non valutarlo, nel contesto del medesimo quadro normativo, ai fini della mobilità (Cfr. Trib. di Rimini, Sent. n. 647/2014; Trib. Milano, Ord. 20.07.2016; Trib. di Trieste, Ord. 03.10.2016; Trib. di Napoli, Ord. 31.08.2016)” evidenziando l’illegittimità della contrattazione integrativa di settore sul punto.

Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Francesco Lista, inoltre, ottengono dai Tribunali del Lavoro di Crotone un provvedimento di pieno accoglimento che danno ragione a un docente immesso in ruolo da concorso e confermano che il Ministero dell’Istruzione ha posto in essere delle operazioni di mobilità che non hanno rispettato il diritto a ottenere una sede di servizio definitiva all’interno della regione di svolgimento del concorso. Il Giudice del Lavoro, infatti, ordina al Miur l’immediata rettifica dei trasferimenti già effettuati e l’assegnazione al ricorrente di un Ambito di servizio all’interno della provincia di residenza.

“Molte determinazioni illegittime contenute nel CCNI degli scorsi anni – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – sono state riprese anche per le operazioni di mobilità 2017 e il nostro sindacato è già pronto a una nuova stagione di ricorsi per ‘sanare’ le storture contenute nella contrattazione e tutelare, come sempre, i diritti dei lavoratori”.

L’Anief ricorda che le graduatorie interne d’istituto, a esempio, da cui si stanno individuando i soprannumerari, continuano a essere regolate in base a una diversa valutazione del servizio preruolo (valutato per intero solo per i primi 4 anni e con punteggio inferiore rispetto al servizio di ruolo) che permane anche nella mobilità “a domanda condizionata”. Nonostante le tante pronunce favorevoli in tribunale, inoltre, nessuna valorizzazione è stata riconosciuta nella Tabella allegata alla contrattazione integrativa al servizio preruolo per il raggiungimento del quinquennio di permanenza su posto di sostegno o, ancora, ai titoli abilitativi conseguiti tramite SSIS, TFA, al titolo di specializzazione sul sostegno per gli alunni disabili. Il giovane sindacato ha evidenziato sin da subito l’illegittimità dell’impossibilità, per i docenti con incarico triennale, di poter richiedere ai fini del trasferimento su scuola la stessa sede in cui al momento sono in servizio.

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