Mobilità, sarebbe un danno non consentire ai docenti il rientro nelle proprie province

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Noi insegnati cosentini del gruppo “Docenti in MobilitAzione”, preoccupati per le prospettive di riforma paventate nelle deleghe al governo, che crediamo in una scuola che ponga al centro dell’attenzione gli individui e non i meri calcoli economici, che abbiamo subito i danni provocati dall’applicazione della legge 107/2015, , che stigmatizziamo la continuità di questo governo rispetto al precedente che ha disgregato e affossato la scuola pubblica italiana, intendiamo mettere in risalto quanto segue:

– Il piano straordinario di immissione in ruolo ha provocato gravi disparità di trattamento tra i docenti e nondimeno decidendo arbitrariamente – attraverso l’uso di un algoritmo misterioso – le sorti di molti noi che, dopo anni di onorato lavoro in una determinata provincia, sono stati trasferiti in ogni angolo d’Italia con conseguente smembramento di famiglie ed allontanamento forzato dai cari;

– Il sostegno è stato ampiamente danneggiato a causa della mancanza di un organico di diritto e di un numero congruo di docenti specializzati – e niente promette di buono la nuova delega al governo, che sembra non aver nulla a che vedere con le pari dignità di tutti gli alunni -.

Per quanto premesso, esigiamo, prima della definizione del contratto sulla mobilità,  che vengano presi in considerazione i seguenti punti:

1.     1.  La Trasformazione di tutti i posti dell’organico di fatto in organico di diritto , tenuto conto che sui medesimi noi “precari storici” abbiamo lavorato per anni nelle scuole della nostra provincia; in particolare per l’organico di sostegno, come evidenziato più volte nella sentenza della Corte Costituzionale 80/2010.

2.        2.  L’aumento della quota di mobilità per i trasferimenti interprovinciali; ai sensi del comma 2 art. 465 del Dlgs 297/94;

3.      3.  L’ abolizione del vincolo quinquennale sostegno, offrendo le medesime opportunità e pari trattamento tra chi è stato immesso in ruolo su “posto comune” e chi lo è stato su “posto sostegno”. Questo in attuazione delle norme comunitarie e della Direttiva 1999/70/CE, con la quale si equipara il servizio precario a quello a tempo indeterminato.

4.        4.  Deroga al comma 3 art. 399 Dlgs 297/94  e al comma 108 L.107/2015 per il vincolo triennale relativo alle Assegnazioni Provvisorie; contro le disparità di trattamento del personale docente e le discriminazioni che ne deriverebbero.

Si fa presente che i “Docenti in MobilitAzione” hanno sempre lavorato con incarico a tempo determinato o con assegnazione provvisoria nelle scuole della loro provincia, garantendo la continuità didattica, la qualità dell’istruzione e la tutela del diritto all’integrazione.

SAREBBE UN GRAVE ERRORE NON CONSENTIRE AI DOCENTI IL RIENTRO NELLA PROVINCIA DI RESIDENZA (NELLE QUALE PERALTRO MOLTI TUTTORA, COME IN PASSATO, LAVORANO GARANTENDO LA CONTINUITA’ DIDATTICA)  PROVOCANDO UN GRAVE DANNO ALLA TUTELA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELLA SCUOLA E DELL’UOMO.

Con la presente si invitano tutti i docenti delle altre provincie ad aderire alla mozione e a protestare contro le decisione che questo governo, nella persona del ministro dell’istruzione, sta perpetuando a danno della scuola pubblica italiana.

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