Mobilità, richieste Nastrini Rossi: no vincolo triennale anche per assegnazioni provvisorie e cattedre in organico di diritto soprattutto al sud

di redazione
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I Nastrini Rossi Docenti si rivolgono ancora una volta alla Ministra Valeria Fedeli ed alle sigle sindacali che domani siederanno ai tavoli per la trattativa per la mobilità.

Lo fanno con due documenti che vogliono ribadire ufficialmente i motivi che li inducono ancora a lottare e chiedere riparo al danno subito. La percentuale riservata alla mobilità territoriale con l’accordo politico non risolverà il problema causato dalle assunzioni effettuate su base nazionale secondo la L. 107/15 e dalla mobilità forzata resa, per i docenti dei Nastrini Rossi, ancora più dannosa dal CCNI dell’8 aprile 2016.

Per questo tra le richieste c’è quella di chiarire definitivamente se la deroga al vincolo, sancita grazie all’accordo politico sulla mobilità, riguarda anche l’esercizio del diritto alla domanda di assegnazione provvisoria interprovinciale estesa a tutti i docenti. Tale misura è nuovamente necessaria per il prossimo anno scolastico se si intende davvero attenuare i disagi di chi con 1300 euro di stipendio mensile si trova a vivere lontanissimo da casa quando nei propri luoghi di residenza i posti ci sono ed addirittura, in molti casi, avanzano. Durante i molti anni vissuti da precari i docenti assunti in fase B e C da GAE (graduatorie ad esaurimento) hanno sempre saputo di dover aspettare tutte le operazioni riservate ai colleghi di ruolo e di doversi accontentare delle briciole che restavano.

Inoltre le assegnazioni provvisorie sono da sempre esistite per i docenti assunti a tempo indeterminato e sono a costo zero. Di fronte alle richieste di continuità sui posti del nord bisogna dire che la continuità è un diritto di tutti gli alunni da nord al sud: molti tra i docenti dei Nastrini Rossi mandati al nord hanno lasciato alunni che avevano da anni e quelli che quest’anno hanno avuto assegnazione provvisoria nei propri luoghi di residenza si troveranno di fronte lo stesso problema se il prossimo anno non fosse nuovamente data la possibilità di produrre almeno domanda di assegnazione provvisoria. La continuità è continuità ovunque, anche al sud del paese!

Altra proposta dei Nastrini Rossi è la trasformazione, da fatto a diritto, dei posti che verranno autorizzati dal MEF, prioritariamente nelle regioni del centro sud maggiormente interessate dal fenomeno dell’esodo forzato di docenti.

L’adesione al piano di assunzioni straordinario, scrivono i Nastrini Rossi alla Ministra ed ai sindacati, “è nato dall’esigenza di porre rimedio ad un errore ripetuto e grave dello Stato italiano (…) noi, vittime di un tale sistema, non avevamo in realtà alternative (…) La mobilità straordinaria voluta per l’a.s. 2016/2017 dalla L.107/15 e disciplinata dal CCNI dell’8 aprile 2016 ci ha soltanto danneggiati. Non siamo stati noi a ricevere alcun tipo di beneficio da tale mobilità e dal fatto che il 100% dei posti dell’organico dell’autonomia venisse riservato ad essa.”

Continuano poi “siamo i docenti assunti da GAE in fase B e C e che per questo non abbiamo potuto partecipare né alla Fase A (trasferimenti e passaggi di ruolo all’interno della provincia compresa assegnazione sede definitiva neo assunti nell’a.s.’15/16 da fase 0 ed a), né alla fase B (trasferimenti fuori provincia e passaggi di cattedra e di ruolo fuori provincia assunti entro il 2014/15 con titolarità su scuola solo nel primo ambito più assegnazione sede definitiva in provincia per assunti fasi b e c nell’a.s. 2015/2016 per idoneità al concorso 2012) della mobilità 2016/2017.

Abbiamo invece partecipato alla fase C (docenti assunti da GAE nelle fasi b e c – assegnazione sede definitiva con titolarità solo su ambito) successiva e subordinata alle due precedenti, che ci ha portato nella maggior parte dei casi fuori dalle nostre regioni.” I cosiddetti docenti immobilizzati lo scorso anno scolastico hanno potuto partecipare alla fase B della mobilità con precedenza assoluta rispetto ai docenti dei Nastrini Rossi che hanno aspettato, ultimi degli ultimi, di essere collocati, da un nuovo diabolico algoritmo, nei posti che erano rimasti disponibili dopo la mobilità straordinaria, senza avere alcuna possibilità di scelta. A caso si sono visti assegnare una sede che invece i docenti di fase B ebbero al tempo della loro immissione in ruolo potuto scegliere liberamente.

I Nastrini Rossi dunque chiedono alla Ministra “che si riflettesse ancor prima che sugli errori dell’algoritmo, sulla correttezza di un tale modo di procedere che ha creato delle gerarchie in modo arbitrario, in quanto basate né sulla differenza tra titoli posseduti né tantomeno su qualsivoglia discorso meritocratico.”

Si legge ancora nel documento “Crediamo che una tale riflessione sia iniziata dato che le fasi in mobilità non verranno quest’anno riproposte. Ma il danno a noi è stato fatto. E chiediamo che venga riparato, altrimenti per noi, la disparità di trattamento sarà sempre presente. Quello che ci è accaduto non era accaduto mai a nessun gruppo di docenti e non accadrà più neppure in futuro. Si tratta di un problema straordinario in quanto nasce da un piano di assunzioni straordinario e da una mobilità altrettanto straordinaria.”

Per questo i Nastrini Rossi chiedono ancora alla Ministra che “consideri la possibilità di valutare la messa in atto di misure straordinarie perché ad esso possa essere trovata una soluzione.” E questo anche attraverso la valutazione della realizzazione di un piano di rientro definitivo entro l’a.s. 2018/2019 dei docenti assunti in fase B e C da GAE nell’a.s. 2015/2016 che si sono visti assegnare una sede di titolarità fuori dalla propria regione di residenza che non escluda la possibilità di una nuova mobilità straordinaria.

Coordinamento Nazionale
Nastrini Rossi Docenti

Francesca Marsico Puglia
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Francesca Carusi Abruzzo
Brigida Giurintano Sicilia
Magda Dalessandri Basilicata
Rosita Ceraldi Calabria

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