Mobilità, precedenza a sorella per assistere fratello anche in presenza di genitore. Sentenza

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L’Avv. Alessio Maria Viola ci segnala la sentenza n.192 del 27.03.2019 con la quale il Giudice del Lavoro presso il Tribunale di Venezia, ha riconosciuto il contrasto tra l’art. 13 del CCNI vigente, che accorda la precedenza nelle procedure di mobilità ai fratelli ed alle sorelle del disabile grave soltanto se entrambi i genitori sono scomparsi;

se i genitori sono impossibilitati all’assistenza del figlio perchè totalmente inabili;
se il fratello o la sorella sia convivente del disabile, e l’art 33 della  legge 104/1992, poichè restringe l’ambito di applicabilità del diritto precedenza, sia con riferimento ai soggetti beneficiari, sia quanto alla tipologia di trasferimento, limitandone fortemente l’operatività quanto agli spostamenti interprovinciali a carattere definitivo.
“Si tratta dunque in parte qua di disciplina contrastante con norma imperativa, finalizzata alla tutela della salute psico fisica del portatore di handicap nonché al riconoscimento del valore della convivenza familiare come luogo naturale di solidarietà tra i suoi componenti, tutti valori e principi di rango costituzionale (cfr. Cass. SS.UU. n.7945/2008).”, ha sancito il Giudicante, riconoscendo ed accertando il diritto di precedenza alla ricorrente da me assistita in base all’art.33 della legge n.104/1992 nelle procedure di mobilità sia provinciali che interprovinciali a titolo definitivo.
L’istante è sorella di un portatore di handicap in situazione di gravità irreversibile; risiede presso lo stesso indirizzo del germano; il genitore superstite è ottantaquetrenne e affetto da patologie invalidanti nella percentuale del 75%.

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