Mobilità, possibile data avvio entro febbraio. Facciamo il punto sulle novità dei vincoli. Domani incontrano Valditara

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Proseguono gli incontri fra Ministero dell’Istruzione e del Merito e le organizzazioni sindacali per il rinnovo del CCNI mobilità. Ecco cosa è successo oggi, mercoledì 2 novembre.

Una riunione interlocutoria, come prevedibile, in cui il Ministero ha ribadito l’intenzione a riaprire il tavolo negoziale. L’amministrazione, inoltre, ipotizza di far partire le operazioni entro il mese di febbraio. 

Un passo importante però è l’incontro di domani, 3 novembre, fra le organizzazioni sindacali e il nuovo Ministro Giuseppe Valditara.

Sicuramente una prima riunione conoscitiva dove però si metteranno già sul tavolo le questioni centrali e quella dei vincoli dei trasferimenti rappresenta senza dubbio una di queste.

Già il prossimo incontro in programma, mercoledì 9 novembre, potrebbe iniziare ad indirizzare il confronto.

La bozza presentata dall’amministrazione ai sindacati nelle settimane scorse, ha cancellato le parti che riguardavano la titolarità di sede dei docenti che si otteneva con il trasferimento; ha introdotto una durata biennale del contratto (a.s 2023/24 e 2024/25) e i nuovi blocchi di mobilità previsti dal Decreto-Legge 36/2022 per tutti i docenti neo immessi in ruolo a partire dall’anno scolastico 2022/23.

La bozza prevede anche un altro blocco, quello di 3 anni per tutti i docenti che per l’anno scolastico 2022/23 hanno ottenuto un trasferimento interprovinciale su qualunque sede espressa.

La Uil Scuola, in un resoconto dell’incontro odierno, scrive: Nessun blocco per docenti assunti fino al 2021/22. Resta da sciogliere il nodo per i neoassunti 1/9/22.

“L’Amministrazione ha condiviso le richieste della Federazione Uil Scuola Rua avanzate nei precedenti incontri e ha riconosciuto che per tutti i docenti assunti fino all’a.s. 2021/22 non sussiste alcun vincolo, se non quello derivante dall’art.22 comma 4 lett. A1 del CCNL che, ricordiamo, al momento vale solo su scelta puntuale di scuola. Per cui, ad oggi, non sussiste alcun vincolo per tutti coloro che hanno ottenuto un movimento interprovinciale su scelta sintetica”, scrive il sindacato guidato da Giuseppe D’Aprile.

Per il resto si è trattato di un incontro di “attesa”, visto che domani il nuovo Ministro dell’Istruzione e del Merito ha convocato i sindacati scuola.

La Federazione Uil Scuola Rua ha, comunque, rivendicato, per i docenti assunti il 01 settembre 2022, quanto già sostenuto nei precedenti incontri: Il DL 36/22 non è applicabile perché è chiaramente riferito, come enunciato nell’art. 13 del decreto legislativo 59/2017, modificato dallo stesso dl 36/22, alle procedure concorsuali stabilite dallo stesso decreto che non sono state ancora avviate.
La Federazione UIL Scuola Rua ha ribadito la necessità di aprire un confronto su tutta la materia senza nessuna pregiudiziale.

Anche la Cisl Scuola nel suo report evidenzia come “da un lato il Ministero intenzionato a dare applicazione, sin dalle assunzioni relative all’a.s.2022/23, ai vincoli previsti dal D.L.36/2022, dall’altro la CISL Scuola e le altre sigle, convinte che tali vincoli debbano riguardare solo gli assunti con le nuove procedure di reclutamento previste dal medesimo D.L. 36“.

Condivisa dalle parti è, invece, l’interpretazione secondo cui, per effetto delle nuove norme di legge sopravvenute, sono ormai caduti i vincoli di cui all’art.399 del T.U. per tutti gli assunti entro l’a.s.2021/22“, aggiunge il sindacato guidato da Ivana Barbacci.

A detta dell’amministrazione, si legge invece sul resoconto della Flc Cgil, l’unica strada percorribile è quella di attuare l’intervento di legge per tutti gli immessi in ruolo dal 1° settembre 2022; ancora una volta, come FLC CGIL e insieme alle altre sigle, abbiamo sostenuto che si tratta di una disciplina inapplicabile adesso, correlata, come chiaramente espresso nel testo del DL 36/2022, al reclutamento delle nuove procedure concorsuali”.

“È comunque positivo il lavoro che si sta sviluppando e la programmazione degli appuntamenti, perché dimostra la volontà di cercare un accordo condiviso. Più complicato è arrivare ad una mediazione su linee interpretative così differenti, problema che dovrebbe trovare una equilibrata e stabile soluzione nell’articolato stesso del CCNL, la cui negoziazione è in corso da due mesi con non poche difficoltà”.

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