Mobilità, per il Giudice del Lavoro il servizio nella paritaria vale. Anief: illegittimi i trasferimenti che non ne tengono conto

di redazione
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Anief – Il Giudice del Lavoro di Modena non ha dubbi e dà piena ragione al nostro sindacato imponendo al Miur il computo del servizio svolto nelle scuole paritarie al fine dell’attribuzione del punteggio spettante nelle operazioni di mobilità.

Già altri tribunali del lavoro avevano accolto in toto le tesi sostenute dall’Anief, evidenziando l’illegittimità della contrattazione integrativa rispetto alle molteplici disposizioni normative in materia di parità scolastica nella parte in cui esclude qualsiasi attribuzione di punteggio, in sede di mobilità, per il servizio di insegnamento svolto negli istituti paritari.

“Peraltro, diversamente opinando si perverrebbe ad una interpretazione della vigente normativa senz’altro contraria ai principi di eguaglianza e d’imparzialità della p.a. (artt. 3 e 97 Cost.), non essendovi ragione per discriminare, in sede di mobilità, tra servizi aventi per legge la medesima dignità e le medesime caratteristiche”.

Ai sensi della normativa vigente, infatti, come si legge negli ormai molteplici provvedimenti ottenuti dal giovane sindacato, “detta disposizione di cui alle ‘Note comuni’ allegata al CCNI per la mobilità, nella parte in cui dispone che ‘Il servizio prestato nelle scuole paritarie non è valutabile’ deve essere disapplicata” proprio perché confliggente con la normativa di settore. La sentenza, ottenuta con la solita professionalità ed esperienza dai legali Anief, accerta e dichiara, dunque, il diritto della ricorrente al riconoscimento del servizio svolto nelle scuole paritarie e alla valutazione dello stesso nelle operazioni di mobilità.

“La contrattazione non può violare disposizioni di legge – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – e il mancato riconoscimento del servizio nelle scuole paritarie nei trasferimenti è da considerare illegittimo proprio perché in contrasto con la normativa vigente sulla parità scolastica. Anche questa palese disparità di trattamento presente nel CCNI deve essere superata per conformare le disposizioni contrattuali alle leggi dello Stato e per dare il giusto riconoscimento al servizio svolto nelle scuole paritarie. Il nostro sindacato continuerà a battersi per eliminare questa e altre illegittimità come il vincolo quinquennale su posti di sostegno senza computare il servizio preruolo e per riconoscere pari dignità al servizio svolto con contratti a termine nelle graduatorie interne d’istituto. Porteremo noi ai tavoli i diritti dei lavoratori della scuola e chiederemo rispetto per la normativa interna e comunitaria”.

Anief ricorda che è ancora possibile aderire agli specifici ricorsi patrocinati dal nostro sindacato relativi alle procedure di Mobilità 2018/2019 se si sono dichiarati nella domanda di trasferimento e/o passaggio di ruolo i titoli e i servizi per cui si vuole proporre ricorso.

Per ulteriori informazioni e aderire ai ricorsi Anief sulla mobilità 2018, clicca qui.

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