Mobilità, Pacifico (Anief): inutile fare post sui social contro il vincolo quinquennale, serve un decreto legge [INTERVISTA]

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“Perché tutti i politici dicono di voler eliminare questo vincolo e poi non si è riusciti a fare un decreto legge del governo su questo punto?”: Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, sul vincolo quinquennale e le ordinanze sulla mobilità del personale scolastico.

Pubblicate le ordinanze sulla mobilità 2021/22, resta il vincolo quinquennale

Abbiamo insistito dall’inizio sulla necessità di utilizzare uno strumento legislativo per cambiare la legge e abbiamo suggerito, pur non facendo parte della contrattazione integrativa, l’idea di poter derogare, vista la pandemia, alla legge stessa.
Bisogna ricordare che il blocco quinquennale esteso a tutti nasce dell’accordo fatto con l’ex ministro Fioramonti dai sindacati firmatari di contratto. Quel vincolo, come sostiene lo stesso Fioramonti, fu messo per dare il sì alla legge 159 con i concorsi ordinari e straordinari.

Oggi tutti i sindacati vogliono levare il blocco e sono d’accordo con l’Anief. Noi eravamo riusciti a levare il blocco del 2013 con l’approvazione della legge 128, che aveva levato il blocco introdotto dalla legge 106 del 2011.

L’Anief è da 10 anni che lotta contro i vincoli e oggi è riuscita apparentemente a convincere la politica a togliere il blocco. Sottolineo “apparentemente” perché in realtà nessuno ha voluto approvare un decreto legge o inserirlo nel decreto Milleproroghe e in quello Sostegni o, ancora, fare un accordo integrativo per andare a derogare alla legge in nome di altri principi costituzionalmente protetti, quali quello della famiglia.
Nel 2011 nel contratto collettivo, nonostante il blocco, fu permesso in assegnazione provvisoria con i figli fino a 12 anni.

Le soluzioni sono queste per voi?
L’unica soluzione è una norma ad hoc con un decreto legge ad hoc o un emendamento al decreto Sostegni, che in questo momento è all’esame della quinta e sesta Commissione del Senato. Oppure un accordo integrativo tra i sindacati firmatari sull’assegnazione provvisoria, che permetta di ricongiungersi con i propri figli almeno fino a 12 anni, come fatto appunto 10 anni fa.
Abbiamo visto pubblicata l’ordinanza, con il sistema Istanze online in vigore, senza che ci sia stata una risposta rispetto a questi problemi che abbiamo sollevato.

E’ mancato quindi il confronto?
E’ mancato un confronto finale su un tavolo che si era aperto. Si è stati tutta la scorsa settimana tra indiscrezioni della stampa, che annunciavano persino un blocco, a una non risposta su un tavolo che si era aperto ma che non ha avuto seguito.

Qualcuno lamenta il poco tempo per presentare domanda
Il problema è che la mobilità coincide con le domande di aggiornamento della terza fascia ATA. Dal punto di vista sindacale cerchiamo di offrire la massima assistenza e capiamo che ci sono dei termini per analizzare le domande.
Quello che invece non riusciamo a capire è perché tutti i politici dicono di voler eliminare questo vincolo e poi non si è riusciti a fare un decreto legge del governo su questo punto?

Abbiamo fatto presentare emendamenti anche al Milleproroghe e sono stati bocciati.
Allora, se i politici nei social dichiarano alcune cose e poi nelle aule parlamentari ne fanno altre, ne devono rispondere agli elettori. Inutile fare post sui social e poi non portare avanti le cose. I docenti immobilizzati sono stanchi delle parole, gli anni passano e continuano a rimanere lontani dai propri figli. Perdere la crescita di un proprio figlio senza nessun motivo, solamente per l’accanimento di un’idea politica, è veramente un peccato di Dio.

Sulla mobilità noi quest’anno porteremo avanti un’iniziativa che permette, a chi ha un bambino fino a 3 anni, di ricongiungersi con un istituto, che si chiama Assegnazione temporanea, anche in presenza di blocco. E’ un istituto previsto dal legislatore dal 2013 per tutti i dipendenti pubblici, ma che non viene applicato in modo automatico dall’Amministrazione.
Riteniamo inoltre che l’attuale blocco non incida sui ricongiungimenti con conviventi con legge 104.

Infine, continuiamo a ritenere che la norma contrattuale che limita al 25% quest’anno i trasferimenti sia totalmente ingiusta. Questo farà in modo che soltanto una domanda su dieci verrà accolta. 90mila posti vacanti e disponibili, ma bisogna pensare che ogni anno arrivano 200mila domande.

La legge diceva tutt’altro: il Testo Unico del ’94 parlava infatti di fare la mobilità sul 100% dei posti vacanti e disponibili prima delle immissioni in ruolo.

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