Mobilità, Pacifico (Anief): “Dobbiamo eliminare i vincoli e favore il diritto alla famiglia. Assurdo lavorare 20 anni come precari a 1000 km di distanza” [VIDEO]

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Ricco di contenuti, appassionato e colme di speranze perché si cambi in meglio la scuola. È l’intervento tenuto oggi da Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, durante il primo incontro con il nuovo ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Il sindacalista autonomo si è soffermato sulla  Legge di Bilancio: “Deve essere scritta e inviata in Europa entro pochi giorni e dentro, ha spiegato, ci devono essere pure i provvedimenti che riguardano la scuola e la formazione. Vi sono infatti alcuni problemi fondamentali da risolvere, con soluzioni che il sindacato si permette di indicare: le modifiche riguardano il reclutamento, gli organici, il contratto su mobilità, la formazione e la sicurezza. Sono temi legati anche al PNNR, quindi a finanziamenti della Commissione Europea e dell’Unione Europea”.

Riguardo la mobilità, il Parlamento ha cominciato a eliminare alcuni vincoli, dopo che è stato firmato nel 2022 un contratto solo da una sigla sindacale: “Noi vorremmo che il legislatore ci mettesse nelle condizioni di firmare tutti un nuovo contratto, come con il Ccnl. Ma vorremmo anche che il legislatore eliminasse del tutto i vincoli alla mobilità, perché i posti ci sono”.

Il leader del sindacato autonomo ha specificato che “dovremmo favorire il diritto alla famiglia, ancora di più perché questo Governo ha un ministro per la Famiglia: allora facciamo conciliare il diritto alla famiglia col diritto al lavoro È veramente assurdo lavorare 20 anni come precari a mille chilometri di distanza, rinunciando alla famiglia, e poi sapere che comunque potevi rimanere precario sotto casa, non ha senso. Anziché dare un bonus incentivo alla continuità didattica, diamolo a chi svolge servizio fuori sede. Forse qualche docente in più rimarrebbe lontano da casa. Sono importanti i criteri per dare la formazione incentivante: va lasciata alla contrattazione, perché quando non si ascolta il sindacato nella gestione degli istituti dei rapporti di lavoro evidentemente poi qualcosa va storto”.

E ancora:  “Ogni anno abbiamo 100mila posti vacanti, ma viene data solo una percentuale per i trasferimenti e i passaggi di ruolo: i trasferimenti vengono dati sul 50% del 50%. Perché non si può tornare a casa? Nessuno a nome dello stato ha soluzioni per assumere subito. Parliamo del mito della continuità didattica: si dovrebbe fare allora per cicli, non bocciare gli studenti. Vogliamo che il governo ascolti chi ha raggiunto la rappresentatività attraverso la fiducia dei lavoratori della scuola”.

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