Mobilità: non può essere negato il trasferimento alla docente madre con figlio di età inferiore a tre anni

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Il Giudice del lavoro di Roma, Dott. Luca Redavid, con l’ordinanza n. 32125/17, pubblicata in data 24.01.2018, ha accolto le argomentazioni degli avvocati Marco Lo Giudice e Luigi Serino che assistevano una docente di scuola primaria in servizio presso la provincia di Roma, disponendo l’assegnazione temporanea della suddetta docente per un triennio su Palermo.

L’amministrazione convenuta era rimasta inerte dinanzi la domanda di assegnazione temporanea presentata dalla ricorrente, ai sensi dell’art. 42 bis, del d.lgs. n. 151/01, nonostante, al momento della domanda, fossero disponibili vari posti per la relativa classe di concorso.

Il sopracitato disposto normativo prevede che “il genitore con figli minori fino a tre anni di età dipendente di amministrazioni pubbliche di cui all’ articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, può essere assegnato, a richiesta, anche in modo frazionato e per un periodo complessivamente non superiore a tre anni, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l’altro genitore esercita la propria attività lavorativa, subordinatamente alla sussistenza di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva e previo assenso delle amministrazioni di provenienza e destinazione. L’eventuale dissenso deve essere motivato. L’assenso o il dissenso devono essere comunicati all’interessato entro trenta giorni dalla domanda”.

Una volta dimostrato che la ricorrente era madre di prole con età inferiore a tre anni e che il coniuge della stessa risiedeva nel capoluogo siciliano è toccato al Tribunale di Roma ritenere fondato il ricorso, in considerazione della gravità e irreparabilità del lamentato pregiudizio alla vita personale, familiare della ricorrente, dovuto al fatto che vivere e lavorare lontano dalla residenza familiare renderebbe impossibile provvedere adeguatamente ai bisogni dei componenti del proprio nucleo familiare. Tale situazione comporta espressamente la violazione di disposizioni di rango costituzionale, nella fattispecie degli articoli 29, 30, 31 e 37 Cost. volti a tutelare la famiglia; sia dell’art. 97 Cost., in virtù del quale l’amministrazione, nell’espletamento delle sue funzioni, deve agire secondo imparzialità e buon andamento.

In accoglimento del ricorso e accertata l’illegittimità del mancato accoglimento dell’istanza di assegnazione temporanea presentata dalla ricorrente, il Tribunale di Roma ha dichiarato il diritto della parte ricorrente all’assegnazione temporanea per un triennio ad una sede di servizio situata nel comune di residenza o in caso di indisponibilità nella provincia di Palermo.

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