Mobilità negata. Migliaia di docenti meridionali ricorrono alla Corte Europea

di redazione
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Aumentano sempre di più i docenti meridionali, che non sono riusciti ad ottenere trasferimento, che hanno inviato una lettera di formalizzazione di richiesta di ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Sono più di mille le raccomandate spedite a Strasburgo dagli insegnanti campani di ogni ordine e grado, ma il numero è destinato a crescere: si sono aggiunti i docenti di Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna, messi insieme nel Coordinamento Educatori e Docenti Italiani (CEDI).

Secondo i docenti il nuovo piano di mobilità viola la Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, perché offende la dignità umana. Perciò hanno deciso di chiedere l’intervento dell’Europa attraverso la sua principale istituzione, la Corte Europea, nel tentativo di costringere il Miur ad un programma straordinario di rientro immediato.

Martedì 22 agosto i docenti campani hanno manifestato dinanzi alla sede dell’Ufficio Scolastico Regionale chiedendo di ricoprire i posti in deroga sul sostegno. La risposta data dai dirigenti è stata quella di coinvolgere la Regione, che non può fare alcunché al riguardo.

I docenti denunciano che, secondo l’ordinanza n. 848 del 27/03/2017 del Tar di Reggio Emilia, sui posti in deroga sul sostegno non possono essere nominati i supplenti collocati nelle graduatorie ad esaurimento e d’istituto, poiché hanno priorità i docenti di ruolo richiedenti l’assegnazione provvisoria.

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