Mobilità, Miur non concede assegnazione su sostegno senza titolo per poi assegnare cattedre ai precari non specializzati. Lettera

di redazione
ipsef

item-thumbnail

inviato da Silvia Atzeni  – Mi chiamo Silvia Atzeni e sono una docente di Cagliari di ruolo con sede di titolarità a Civitavecchia.

Io ho due bimbi di 7 e 10 anni e, non avendo ottenuto il trasferimento ho fatto domanda di assegnazione provvisoria, senza ottenerla.

Attualmente sono a casa in congedo al 30% che a febbraio esaurirò rimanendo senza retribuzione.

Vivo a Cagliari con i miei bambini, sono separata e monoreddito.

Chiedevo almeno di poter usufruire dell’assegnazione provvisoria, che mi illudevo fosse un diritto per una mamma con bambini piccoli che necessitano di cure e non possono essere spostati dall’oggi al domani o allontanati dall’altro genitore.

Nella domanda di assegnazione ho dato la mia disponibilità per fare sostegno ma mi è stata negata perché senza specializzazione, mentre i colleghi precari, ugualmente senza specializzazione, stanno ricoprendo incarichi nel sostegno essendo i posti disponibili in regione di gran lunga superiori al numero degli specializzati.

Io ho esperienza sia nelle materie che su sostegno eppure mi è negata la possibilità di lavorare mentre colleghi ugualmente senza specializzazione e addirittura senza abilitazione su materia possono lavorare sotto casa.

Mi sono rivolta, con una delegazione di colleghi, al presidente della regione, dell’USR, a Renzi in persona e alla Fedeli consegnando dei documenti in cui si chiede una spiegazione per questa ingiustizia.

Ci siamo rivolti a dei legali e molti di noi hanno vinto la causa mentre altri (tra cui io) ancora attendono la sentenza.

Mi sento vittima di un’ingiustizia, ignorata come madre dalle istituzioni, dimenticata come professionista che ha investito nella formazione tutta la vita.

Versione stampabile
anief
soloformazione