Mobilità. Ministro Fedeli, lasci spazio prima ai docenti di ruolo. Lettera

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Gent.ma Ministro Fedeli,
le ultime novità sulla mobilità sono, come al solito, un punto di incontro con i sindacati che non fanno i sindacati, ma mirano solo ad ottenere più tessere.

Lei, sindacalista “inside”, lo sa benissimo. Ma sa anche che essere un sindacalista equivale a cercare di fare le cose eque per i lavoratori, e, in questo caso, a riparare ciò che gli stessi sindacati hanno storpiato nella legge 107. Ora, che è al governo, sa benissimo che nelle scuole ci sono docenti a braccia conserte, sa benissimo che ci sono troppe cose che non vanno, sa benissimo che ci sono docenti ancora usati solo come tappabuchi, e sa benissimo che molti docenti sono stati mandati via per un algoritmo, una serie di istruzioni che ha portato moltissimi docenti, ingiustamente, a migliaia di km. Non ci lamentiamo per la distanza, perchè se le cose fossero state fatte in modo giusto, non ci saremmo mai permessi di farlo. Ma noi, dei nastrinirossidocenti, siamo rimasti allibiti quando abbiamo visto, in modo obiettivo, che i posti al sud ci sono sempre stati, ma non sono stati assegnati agli immessi in ruolo. E per di più sono comparse “misteriosamente” tante cattedre vuote, decine di cattedre vuote, per classi di concorso per le quali, negli anni scorsi, se se ne avvistava una era forse già un miraggio.

Ora mi chiedo: il punto di tutte le azioni è per il bene degli utenti finali, che sono gli studenti, proprio loro che in realtà sono stati messi in secondo piano, proprio loro che sono anche figli di tantissimi docenti mandati via, proprio loro che non stanno beneficiando di nessuna BuonaScuola.

Ministro, spero che lei non si faccia soggiogare dalle tessere dei sindacati: se i posti ci sono, questi devono essere assegnati, per questione di correttezza, a chi ha scelto di entrare nella scuola facendo dell’insegnamento la sua vita e dimostrandolo, e non rifiutando un’immissione in ruolo per avere la scuola sotto casa.
Chi è precario, lo è stato per scelta: hanno scelto di non avere un incarico nella scuola! Noi lo abbiamo voluto, lo abbiamo ottenuto, e stiamo lavorando. Un precario non può fare nulla di concreto se ha una durata di lavoro annuale: il precario ha scelto, è stato libero di scegliere, ha valutato e ha detto NO!

Se le trasformazioni degli organici creano quel gap di trasferimenti che permettono a docenti fuori sede di rientrare e di inserirsi all’interno della scuola, perchè non darlo?
Perché continuare a dare cattedre anche a non abilitati? Perché affiancare a studenti bisognosi, docenti che hanno fatto del sostegno una scelta di vita “comoda” perchè senza compiti in classe, consigli di classe, incontri scuola famiglia? Perché non valutare, finalmente, anche il servizio nelle paritarie come pre ruolo? Non vogliamo farlo?
Non diamo 6 punti, ma diamone 3! La gente ha lavorato, e come ha avuto punteggio in GaE, deve vederlo riconosciuto anche altrove.
Ministro Fedeli, così come correttamente ha ammesso l’errore sul suo CV, ammetta per esteso a prescindere dai sindacati, quello che non va: diventiamo obiettivi e difendiamo i lavoratori per la scuola, non i lavorati della scuola.
Prof. Ivano De Luca (NastriniRossiDocenti)

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