Mobilità interregionale Dirigenti Scolastici: vale legge 104. Sentenza

Stampa

Mobilità interregionale: condannato il Miur a tener conto del possesso dei requisiti di cui alla legge 104/1992. La lavoratrice aveva presentato domanda di mobilità per assistenza del familiare affetto da handicap grave ma l’Ufficio Scolastico Regionale negava tale richiesta.

Il Tribunale di Foggia, con sentenza n. 4480 del mese di novembre 2019, accogliendo il ricorso proposto per il tramite dell’avv. Francesco Americo afferma il principio in base al quale « deve disattendersi l’orientamento giurisprudenziale, secondo cui il beneficio di cui all’art. 33, co. 5, della legge n. 104 del 1992, anche dopo le modifiche introdotte dagli artt. 19 e 20 della legge n. 53 del 2000, è concedibile unicamente in fase di prima scelta della sede lavorativa (all’atto cioè dell’assunzione e non anche, come nella specie, in sede di trasferimento), dovendosi condividere il più recente indirizzo che estende il beneficio in parola alle ipotesi di richiesta di trasferimento per sopravvenuta situazione di handicap, oppure quando essa già preesista ma l’interessato, per ragioni apprezzabili, intenda mutare la propria residenza».

Sotto altro profilo, il giudice evidenzia un altro principio anch’esso importante sulla materia in base al quale «la disciplina di cui all’art. 33 della legge n. 104/1992, risultando posta a tutela di interessi costituzionalmente rilevanti ed inerenti al diritto fondamentale delle persone disabili di ricevere adeguata assistenza dai propri familiari, deve ritenersi lex specialis, quindi prevalente, sia rispetto alle norme di rango sub-legislativo che prevedono vincoli di permanenza del dirigente presso l’istituzione scolastica (DM 635/2015), sia rispetto alla norma di cui all’art. 35 co. 5 del d.lgs n. 165/2001, che prevede un vincolo d’inamovibilità pluriennale del dipendente. Deve infatti osservarsi che, ove non dovesse riconoscersi la suddetta prevalenza e quindi – al contrario – ritenersi l’automatica prevalenza della norma che prevede il divieto di trasferimento prima della scadenza dell’incarico triennale, si giungerebbe a privare della tutela effettiva il disabile, il cui interesse è invece preminente oltre che esclusivo rispetto a quello dell’amministrazione e del richiedente»

Alla luce dei suddetti principi il Miur è stato condannato ad accogliere la domanda della lavoratrice.

Stampa

Concorso STEM. Minicorso di inglese e informatica, simulatori disciplinari consulenze Skype. Nuovi percorsi rapidi, mirati e intensivi